Credo che il No vincente sia stato un No prima di tutto alla guerra con i massacri e l’impoverimento che porta con sé, poi un No ala crescita delle disuguaglianze dei diritti, delle condizioni e delle possibilità di progresso che dovrebbero essere uguale per tutti secondo la Costituzione, quindi un No alle disfunzioni della medicina, della scuola e infine anche a quelle dei tribunali. Il No insomma era un No al governo nella maggior parte dei casi.
Perciò, se la sinistra vuole confermare questo successo deve dire di No prima di tutto la guerra foriera di genocidi e di miseria. Se non ci saranno politici che alzeranno la voce contro le stragi degli innocenti tuttora in corso, la gente tornerà a non votare.
Si devono denunciare i sacrileghi che ricavano profitti dal sangue sparso sulla madre terra recandole offesa.
Quanti lucrano sui massacri sono i simoniaci odierni. Un tempo facevano commercio di cose sacre e di uffici ecclesiastici.
Dante li mette nella terza bolgia dell’ottavo cerchio dell’inferno.
Questi sono i versi introduttivi del XIX canto:
“O simon mago, o miseri seguaci,
che le cose di Dio, che di bontade
deon essere spose, e voi rapaci
per oro e per argento avolterate” (Dante, Inferno, XIX, 1-4)
Tra i simoniaci dannati si trova il papa Niccolò III che parla di altri due in arrivo: Bonifacio VIII e Clemente V.
Ebbene, i politici che ricavano profitti dalle guerre e per tale empia ragione non le condannano, anzi spesso le approvano addirittura, devono essere denunciati e per lo meno allontanati dalle posizioni di potere. Se la sinistra vuole il voto dei giovani, e quello dei vecchi come me, deve compiere questa operazione catartica e cacciare dal parlamento non solo i piccoli delinquenti e i marioli, ma anche i fautori dei grandi criminali: quelli che adulterano la cosa più sacra che è la vita a partire da quella delle bambine e dei bambini.
Bologna 25 marzo 2026 ore 20 e 5 giovanni ghiselli
p. s.
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