domenica 15 marzo 2026

Ancora sul Referendum. I colpi di Stato.


 

Voterò No perché temo che la vittoria del Sì condurrebbe a un nuovo colpo di Stato contro la democrazia la libertà e la Costituzione. Ne ho visti già troppi. Il primo colpo che mi è parso subito di provenienza statale è quello del dicembre 1969 il cui capro espiatorio fu il ballerino Valpreda e la vittima sacrificale il ferroviere Pinelli.

Fu una bomba contro il movimento antiautoritario giovanile del 1968 e contro lo statuto sociale dei lavoratori. Ne seguirono altri. Il più sovversivo fu l’assassinio di Moro da parte di sicari che non vennero ricercati con totale impegno e quindi poterono compiere l’atroce delitto.

Aldo Moro era stato preavvertito da Kissinger che se avesse portato il PCI al governo l’avrebbe pagata.

Poi c’è stata la strage della stazione di Bologna. Anche in questo caso con la complicità di parti dette deviate dello Stato. Fatto sta che questi crimini hanno cambiato la politica, il costume, la scuola. E i mandanti non sono mai stati puniti.

Ora temo che alla vittoria del Sì seguirà la conferma degli attuali governanti e che questi ingrosserebbero e appesantirebbero la dose  delle libertà sottratte agli Italiani. Mi sta particolarmente a cuore la parresia, la libertà di parola, cioè di critica nei confronti del potere.

Dunque voterò NO.

Bologna 15 marzo 2026 ore 20, 55 giovanni ghiselli

p. s.

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