La vittoria del No ha spinto la Meloni a dare una ripulitina, a operare una minicatarsi nell’esecutivo. Vero è che ne hanno fatto le spese i personaggi più attaccabili e meno difendibili.
Il quotidiano “la Repubblica” di oggi riempie una pagina intera (4) e un quarto (della 5) con parole sulla Santanché e con fotografie della stessa.
Copio il titolo
Il sacrificio della Pitonessa
Dalle borse al dito medio
Una visibilità sopra le righe.
Quindi il sottotitolo
Volto ingombrante anche prima della sua esperienza al governo
Il motto: “io sono l’emblema di tutto ciò che detestate e odiate”.
Nell’incipit dell’articolo firmato d Filippo Ceccarelli si legge: “non è poi così azzardato pensare che nel governo Meloni è giunto il momento dei sacrifici umani e che sull’altare è stata trascinata la Pitonessa”.
Si cerca di attribuire una qualche grandezza perfino mitica e ieratica a questa donna, sia pure sfumandola con un poco di ironia.
Credo che non si debba odiare nessuno perché l’odio fa male prima di tutti a chi lo prova. Quanto al detestare, l’oggetto di questo sentimento negativo dovrebbe avere una qualche grandezza nel male. Invece Daniela Santanché è l’emblema di quanti fanno pena o fanno sorridere. Mi fa venire in mente i liberti della cerchia di Trimalchione nel Satyricon di Petronio. “Non so se il riso o la pietà prevale”.
Comunque ribadisco che non è mio costume gridare Vae victis e auguro ogni bene a questa signora.
Chiusa questa parte semiseria, concludo suggerendo alla coalizione di sinistra di non allargare troppo il campo se vuole prendere i voti ricevuti dal No al referendum, quelli dei giovani e quelli dei vecchi come me.
E ricordino bene che abbiamo detto NO alla guerra, alla povertà di molti, alla straricchezza di pochissimi, alla cattiva scuola, all’autoritarismo tutt’altro che autorevole, alla privatizzazione dell’assistenza medica, all’ignoranza e alla maleducazione di tanti personaggi pubblici vaghi di ciance e messi continuamente in mostra mentre chiacchierano sovrapponendosi a vicenda.
Chi non è d’accordo su questi pochi punti vada a destra.
Bologna 26 marzo 2026 ore 17, 15 giovanni ghiselli
p. s.
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