La storia di Amalia (capitolo XV). Ragazze eroiche.
I funzionari del Castello possono rappresentare i burocrati del decrepito impero asburgico con la loro mania delle distinzioni gerarchiche. La società descritta da Kafka è basata sull’arbitrio.
Gli alti funzionari amministrano la legge con una nozione del diritto addirittura feudale.
“Nel Castello c’è un alto funzionario che si chiama Sortini” 208
Sortini crede che gli sia lecito qualsiasi capriccio.
Vive molto ritirato, pochi lo conoscono. E’ un signore piccolo, gracile, pensoso. Olga la sorella di Amalia la invidiava per il suo fascino. Più che bella, Amalia aveva lo sguardo della persona superiore
Tutti in famiglia si inchinavano al sui cospetto. Si preparavano per andare a una festa, il babbo era ancora un giovanotto. Tre anni dopo è diventato uno straccio. Mentre Olga racconta, K vede Amalia che imbocca la madre che ha le braccia traumatizzate. Il padre aspettando il suo turno lecca il piatto. K prova ribrezzo
Olga racconta la festa di tre anni prima su un prato lungo il torrente. Il rumore intontiva. Amalia “stava impettita nel suo bel vestito e rimaneva muta”. Si vide Sortini e il babbo si inchinò. Sortini non si curò di loro. Ma come vide Amalia alzò il viso per contemplarla dato che la ragazza era molto più alta di lui. L’alto burocrate si avvicinò poi salì sulla carrozza del Castello. La mattina seguente un grido di Amalia svegliò la famiglia. Accorsero e videro la ragazza che teneva in mano una lettera. Quindi la lacerò e la gettò in faccia al messo che aspettava. Olga raccpmta a K che Sortini ordinava ad Amalia di presentarsi all’albergo dei signori. I termini erano volgarissimi p. 212. Non c’era una sola parola rispettosa. Amalia perseverò nello sdegno poiché non conosceva paure per sé né per altro. La sorella Olga dunqueracconta a K che da quel momento sulla famiglia era stato scagliato l’anatema. Tutti si allontanarono da loro : il padre perse il lavoro. Amalia ha attirato la sventura sulla famiglia.
Ma lei continua a tenere la fronte alta: la sventura esterna non è bastata a umiliarla. In casa ama in silenzio.
Cfr Cordelia del Re Lear: “What shall Cordelia do? Love and be silent (…) since, I am sure, my love ‘s more richer than my tongue” (I, 1), che cosa farà Cordelia? Amare e rimanere in sikenzio, poiché, ne sono sicura, il mio amore è più ricco della mia lingua.
Quando il padre, il lunatico re, le domanda: “what can you say, to draw a third more opulent than your sisters? Speak”, che cosa puoi dire per strappare un terzo più abbondante di quello delle tue sorelle? Parla
Cordelia risponde
Nothing, my sir.
Olga commenta l’atto di sua sorella come azione eroica ma dice che lei sarebbe andata da Sortini perché non avrebbe avuto il coraggio di Amelia la quale non cercò nemmeno di prendere del tempo: era troppo profondamente ferita e rispose senza riguardi.
Ora il paese disprezza Amelia.
Commento scrivendo che il coraggio eroico riceve biasimi in un paese di servi sottomessi e vili. Amalia è stata coraggiosa quanto e più di Antigone in quanto la figlia di Edipo aveva l’appoggio di Emone il figlio del despota che la condanna per il fatto che ha onorato il cadavere del fratello Polinice. Emone si ucciderà davanti al corpo della ragazza che si è impiccata nella caverna dove Creonte l’ha fatta rinchiudere.
Bologna 25 marzo 2026 ore 16, 03 giovanni ghiselli
p. s.
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