I fautori del Sì sostengono che la Giustizia dovrebbe rimanere fuori dalla politica. Una giustizia apolitica, estranea alla polis, alla città e ai cittadini, non può essere giusta.
Mi torna in mente il ritornello dei presidi reazionari che ingiungevano: “a scuola non si deve fare politica!”
Non fare politica a scuola significa imporre l’apprendimento di nozioni imparate a memoria senza spirito critico. Non fare politica significa soggiacere all’ignoranza, alla pubblicità, al potere pure se viene gestito in maniera ottusa e volgare, perfino criminale nei casi peggiori.
Anche quando si legge e commenta una tragedia greca si fa politica: è l’autore stesso che fa politica se è bravo e scrive parole che riguardano tutti. Quelli che non scrivono politicamente, cioè per le comunità umane di ogni epoca, non sono auctores accrescitori delle coscienze, bensì imbrattacarte.
Bologna 16 marzo 2026 ore 11, 15 giovanni ghiselli
p. s.
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