Nel quotidiano “la Repubblica” di oggi, a pagina 35, c’è un articolo intitolato
“L’Anticristo di Thiel
Bruxelles e le ong”.
Trascrivo alcune parole del testo: “Da una parte della lavagna ci sono i buoni, il katéchon, ovvero quelli che secondo Paolo di Tarso trattengono e frenano l’opera dell’Anticristo”. Tutto molto generico.
Vediamo di entrare nel testo greco
Nella Seconda Lettera ai Tessalonicesi to; katevcon (2, 6) è un neutro singolare: ciò che trattiene. Il testo non è chiaro: a me sembra che ciò che trattiene voglia impedire all’uomo dell’iniquità, al figlio della distruzione di manifestarsi anzi tempo con tutto il suo male. Ma quando oJ katevcwn il trattenente non più neutro bensì uomo sarà tolto di mezzo ( e si può pensare alla crocifissione) allora l’iniquo –oJ a[nomo~- si svelerà completamente e Gesù (risorto) lo distruggerà tw`/ pneuvmati tou` stovmato~ con il soffio spirituale della sua bocca e lo renderà inoperoso con l’epifania della sua presenza. Vale a dire rivelandosi nella sua essenza divina di salvatore e redentore.
L’iniquo oJ a[nomo~- a parer mio è chi viola ogni legge umana e lancia bombe su cittadini inermi. Sono stati tanti in questi ultimi anni: Nethanyhau, i terroristi di Hamas, Trump, Putin, Zelensky, chiunque ammazzi donne, uomini inermi e perfino bambine e bambini è l’Anticristo. Ciò che trattiene l’iniquo dal completare l’opera gli lascia tuttavia il tempo di manifestarsi in tutto il suo orrore perché il mondo capisca e giunga al rifiuto; a questo punto sarà Cristo risuscitato e rivelatosi nella pienezza della sua potenza a paralizzare l’Anticristo.
E’ un testo difficile e la mia spiegazione non è da specialista di questo testo, tuttavia sono partito da alcune parole di Paolo di Tarso.
Se un dotto biblista volesse correggermi gliene sarei molto grato.
Bologna 17 marzo 2026 ore 18, 43 giovanni ghiselli
p. s.
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