La sconfitta di ieri ha ridimensionato certi personaggi governativi che recitavano la parte del capo sicuro di sé e implacabile. Ieri la stessa Meloni si è fatta vedere in un breve filmato dove indossava il costume della ragazza dimessa e miseranda che si consegna al popolo sovrano vincitore nell’agone dove lei ha impiegato le sue fatiche spese umanamente ma senza risultato. Non so quale copione aveva preparato per celebrare la sperata vittoria ma posso dire che in quel caso mi avrebbe dato fastidio, mentre in questo ha quasi fatto pena. I vinti vanno sempre compatiti. Lascio il “Vae victis” nelle gole che non hanno potuto gridarlo perché hanno perso. Preferisco cantare come si faceva in chiesa tanti anni fa: “per i miseri implora perdono, per i miseri implora pietà”
Bologna 24 marzo 2026 ore 11. giovanni ghiselli.
p. s.
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