sabato 14 marzo 2026

Il referendum. Dichiarazione di voto ai miei lettori.


La prossima settimana terrò due conferenze: lunedì nella biblioteca Ginzburg di Bologna, venerdì nell’Hotel Alexander di Pesaro dove ho la residenza e domenica voterò.

 

Voterò NO per amore della nostra Costituzione.

Lo hanno detto anche altri e mi associo a questi amanti delle norme fondanti la vita dello Stato e dei cittadini. Fino a oggi è rimasta in parte inattuata e questo referendum ne propone lo scempio. Che Dio non voglia. Dunque voterò No.

Voglio ricordare a quanti dichiarano il loro voto negativo aggiungendo che non sono mai stati comunisti che alla redazione di questa Legge fondamentale dells Repubblica Italiana hanno collaborato molti comunisti quali il latinista Concetto Marchesi, per esempio, che ha contribuito alla redazione definitiva.

Ho riconosciuto la mano sua e quella di altri antichisti nell’Articolo 3 che cito:

“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di religione, di condizioni personali e sociali

 E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori alla organizzazione politica, economica e sociale del paese”.

I padri costituenti sicuramente conoscevano il logos epitafios attribuito da Tucidide a Pericle.

“Noi abbiamo una costituzione esemplare (paravdeigma) e degna di essere imitata. Si chiama democrazia è c’è una condizione di uguaglianza (to; i[son) per tutti. Si viene eletti alle cariche pubbliche secondo la stima del valore (kata; de; th;n ajxiwvsin)  né uno viene preferito per il partito di provenienza (oujk ajpo; mevrouς) più che per il valore (to; plevon ejς ta; koina; h] ajp j ajreth`ς), né del resto secondo il criterio della povertà (oujd  j au\ kata; penivan) se uno può fare qualche cosa di buono per la città, ne è stato impedito per l’oscurità della sua posizione sociale (ajxiwvmatoς ajfaneiva/ kekwvlutai , Storie, II,  37, 1).

 

Dunque il ritornello saltellato “Chi non salta comunista è” lasciamolo  ai nemici della nostra Costituzione e nemici di classe dei poveri.

Bologna 14 marzo 2026 ore 9, 23 giovanni ghiselli.

 

p. s.

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