venerdì 6 marzo 2026

Il sangue versato per rivitalizzare le vite svigorite.


Nell’XI canto dell’Odissea c’è l’evocazione  delle “teste svigorite dei morti” nekuvwn ajmenhna; kavrhna” (v. 29). Devono bere il sangue degli animali sgozzati da Odisseo per riprendere forza vitale.

Queste si accostano "prive di coscienza, o al massimo dotate di una semi-coscienza crepuscolare"[1],  tranne Elpenore, poiché il suo corpo non è ancora stato bruciato, e il vate Tiresia che per grazia di Persefone ha conservato il dono profetico. Gli altri vogliono avvicinarsi al sangue degli animali sgozzati e devono berlo per riconoscere l’Itacese e rispondere alle sue domande.

Oggi sono i potenti del mondo occidentale, quasi tutti, che hanno bisogno di vedere il sangue versato, in particolari quello dei giovani e dei poveri,  per continuare a vivere con i loro privilegi.

Bologna 6 marzo 2026 ore 9, 36 giovanni ghiselli

p. s.

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[1]E. Rohde, op. cit., p. 10


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