Nell’XI canto dell’Odissea c’è l’evocazione delle “teste svigorite dei morti” nekuvwn ajmenhna; kavrhna” (v. 29). Devono bere il sangue degli animali sgozzati da Odisseo per riprendere forza vitale.
Queste si accostano "prive di coscienza, o al massimo dotate di una semi-coscienza crepuscolare"[1], tranne Elpenore, poiché il suo corpo non è ancora stato bruciato, e il vate Tiresia che per grazia di Persefone ha conservato il dono profetico. Gli altri vogliono avvicinarsi al sangue degli animali sgozzati e devono berlo per riconoscere l’Itacese e rispondere alle sue domande.
Oggi sono i potenti del mondo occidentale, quasi tutti, che hanno bisogno di vedere il sangue versato, in particolari quello dei giovani e dei poveri, per continuare a vivere con i loro privilegi.
Bologna 6 marzo 2026 ore 9, 36 giovanni ghiselli
p. s.
Statistiche del blog
All time1981193
Today1304
Yesterday2669
This month14872
Last month51138
Nessun commento:
Posta un commento