giovedì 12 marzo 2026

La pronuncia incomprensibile fa parte della guerra alle parole dichiarata dai regimi tirannici.


 

E’ di moda una pronuncia acciottolante cioè parlare come se si tenessero dei piccoli sassi nella bocca.

Molti lo fanno apposta per non essere capiti e non lasciar comprendere che  dicono menzogne, o parlano a vanvera senza sapere quello che dicono.

Oppure per obbedire a degli ordini, o soltanto per seguire una moda oggi parecchio diffusa. Questi sono dei servi.

Ma c’è anche una piccola schiera di cultori dell’oratore Demostene il quale per vincere la balbuzie si esercitava declamando orazioni dopo avere messo dei ciottoli nella propria bocca (cfr.  Plutarco, Vita di Demostene, 11). 

Tutti insieme questi profanatori della parola  costituiscono il gregge servile degli imitatori: “ o imitatores servum pecus” (Orazio, Epistole, I, 1, 19).

Siamo animali politici e linguistici, non animali senz’altro.

Chi non sa comunicare con la parola prima o poi ricorre alle mani, ai bastoni, alle bombe.

La parola è sacra e va rispettata anche nel pronunciarla in maniera comprensibile.   

Bologna 12 marzo 2026 ore 17, 21 giovanni ghiselli

p. s.

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