giovedì 22 ottobre 2026

Storiografia ottava parte. Vite variopinte.


 

Machiavelli suggerisce la mimesi dei Grandi della storia. Guicciardini invece nega l’opportunità di imitare necessariamente i Romani: il criterio è quello della discrezione.

 Le interpretazioni contrastive inducono il giovane a pensare.

Vite composite e variopinte. Proust. Plutarco: le Vite di  Demetrio Poliorcete e di Antonio. Luciano e la processione della Tuvch. Mussolini e il colonnello Aureliano Buendía di Márquez.

 

 

Torniamo a Machiavelli, “il fondatore della politica moderna e profonda”[1] che suggerisce la mimesi dei grandi: “debbe uno uomo prudente intrare sempre per vie battute da uomini grandi e quelli che sono stati eccellentissimi imitare” (Il Principe, VI).

 Anche Guicciardini ricava insegnamenti dalla storia e dagli storiografi: “Insegna molto bene Cornelio Tacito a chi vive sotto a’ tiranni el modo di vivere e governarsi prudentemente, così come insegna a’ tiranni e modi di fondare la tirannide”[2].

 Tuttavia in un altro dei Ricordi (110) nega l’opportunità di imitare i Romani antichi: “Quanto si ingannano coloro che a ogni parola allegano e Romani! Bisognerebbe avere una città condizionata come era la loro, e poi governarsi secondo quello essemplo: el quale a chi ha le qualità disproporzionate è tanto disproporzionato, quanto sarebbe volere che uno asino facessi il corso di uno cavallo”.

Il criterio deve essere quello della discrezione: “E’ grande errore parlare delle cose del mondo indistintamente e assolutamente e, per dire così, per regola: perché quasi tutte hanno distinzione e eccezione per la varietà delle circostanze, le quali non si possono fermare con una medesima misura: e queste distinzione e eccezione non si truovano scritte in su’ libri, ma bisogna le insegni la discrezione”[3] .Questi giudizi contrastanti possono indurre il giovane a pensare criticamente e a giudicare (krivnein) secondo il proprio orientamento psicologico. 

 

Molte vite  sono composite, variopinte e contengono elementi contrastanti. Nel secondo volume della Recherche di Proust il pittore Elstir dice a Marcel:"Le vite che ammirate, le attitudini che giudicate nobili, non sono state predisposte dal padre di famiglia o dal precettore; sono state precedute da esordi ben diversi, hanno subito l'influsso del male o della banalità che regnavano intorno a loro. Rappresentano una lotta e una vittoria"[4].

 

In effetti le parti sostenute durante una pur breve esistenza di un uomo possono mutare o alternarsi.

 

Plutarco nota questa alternanza dell’umana sorte nella Prefazione alle Vite di Demetrio e Antonio.  Personaggi, entrambi compositi, comunque adatti piuttosto a fare da paradigmi negativi che positivi:  le loro grandi nature portavano grandi virtù, come grandi vizi: entrambi furono dediti alle passioni dell’amore e del vino, furono uomini di guerra, munifici, sontuosi, insomma uJbristaiv , eccessivi. Ebbero grandi successi alternati a grandi cadute  e chiusero in modo simile la loro vicenda terrena ( 1, 8). Più avanti, raccontando la Vita del Poliorcete, Plutarco aggiunge:”Sembra che non ci sia stato altro re cui la Fortuna abbia imposto rivolgimenti così grandi e improvvisi come a Demetrio, e che essa in altre vicende, non divenne altrettante volte piccola e di nuovo grande, né  umile da splendida , e poi di nuovo forte da misera . Perciò dicono pure che Demetrio nei più gravi sconvolgimenti apostrofasse la Fortuna con il verso di Eschilo: "Tu davvero mi rendi tronfio, tu  sembri bruciarmi [5]"  ( Vita di Demetrio, 35, 3-4).

 

Luciano[6]   paragona la nostra vita a una processione in costume guidata dalla Fortuna che attribuisce le parti  agli umani  e spesso  cambia maschere e ruoli di alcuni durante il corteo: " Pollavki" de; kai; dia; mevsh" th'" pomph'" metevbale ta; ejnivwn schvmata"[7].  

Si può pensare alle alterne vicende di Mussolini: fu un maestro di scuola, un vagabondo, un demagogo, un dittatore e finì davanti al plotone di esecuzione, come certi personaggi di Márquez. Sentiamo l’incipit di Cent’anni di solitudine: “ Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendía si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio”[8].

Avvertenza il blog contiene 9 note e il greco non traslitterato

 

Bologna  22 ottobre 2026 ore 16, 39 giovanni ghiselli

p. s.

Statistiche del blog

All time3339004

Today4978

Yesterday4625

This month105361

Last month262275

 

 

Chi legge la mia narrativa, e il contatore del blog mi fa sapere che sono tanti, sa che la mia vita è stata variopinta quanto quella di Demetrio Poliorcete figlio di Antigono monoftalmo e della Fortuna cieca del tutto e capricciosa: sono stato prima bambino infelice, poi adolescente fiero dei propri successi scolastici, ciclistici e podistici, quindi ventenne depresso pensoso se finir nelle acque del porto di Pesaro la speme e il viver mio, poi di nuovo idoneo alla vita, quindi perfino al vivere del donnaiolo fortunato, poi sono diventato l’educatore applaudito dagli allievi e successivamente punito da un preside malevolo, quindi ispezionato e riabilitato fino all’ingresso nell’Università, scrittore di libri scolastici, divulgatore della cultura classica e commentatore politico anche su  giornali e riviste, conferenziere in convegni e associazioni anche di prestigio, scuole liceali e universitarie, biblioteche e   ora la corona di questo blog letto in tutto il modo.

Non mi lamento, anzi. Mi è mancata una figlia biologica ma ho vissuto la paternità spirituale con migliaia di allieve e allievi.

Con il senno di adesso rifarei tutto, magari con qualche rifinitura.

 

 

 

 



[1] Leopardi, Zibaldone, 1858.

[2] Ricordi, 18. La redazione definitiva dei Ricordi è del 1530.

[3] Ricordi, 6.

[4] M. Proust, All'ombra delle fanciulle in fiore, p. 468.

[5]  (fr. 259 N. 2)

[6] 120 ca. d. C. 180 ca.

[7] Mevnippo" h] nekuomanteiva, 16.

[8] García Márquez, Cent’anni di solitudine, p. 9.


Nessun commento:

Posta un commento