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In realtà ogni lettore quando legge è solo il lettore di se stesso. Lo scrittore gli offre uno strumento ottico per guardarsi dentro.
Soltanto la percezione grossolana e fallace colloca tutto nell’oggetto, mentre tutto è nello spirito 245.
Il fatto che lo spirito è riempito anche dalla visione degli oggetti. Chi non osserva niente, chi non viene mai colpito e commosso da quanto giarda ha uno spirito povero ndr
Le cellule morali che compongono le persone sono più durature di loro.
Le cellule morali talora sono meno stabili di altre ndr
Avevo visto riapparire in Saint Loup i vizi e il coraggio dei Guermantes. Nell’intera durata del tempo grandi ondate sollevano dal fondo, dalla profondità delle ere, le medesime collere, le medesime tristezze, prodezze, manie, attraverso le generazioni.
Le donne non trovavano requie nel loro sforzo per lottare contro l’età e protendevano verso la bellezza che si allontanava come il sole al tramonto lo specchio del loro volto, bramose di conservarne gli ultimi raggi 282
Lo facciamo anche noi uomini, eccome! Ndr
Odette era rifiorita con tutti i suoi belletti. Ma non sembrava viva: aveva l’aspetto di una rosa sterilizzata. I suoi occhi sembravano guardarmi da sponde lontane e la sua voce era triste, quasi supplichevole, come quella dei morti dell’Odissea 286.
Questi vengono evocati da Odisseo nell’XI canto del poema . Sono le “teste svigorite dei morti” nekuvwn ajmenhna; kavrhna” (v. 29). Devono bere il sangue degli animali sgozzati da Odisseo per riprendere coscienza.
Queste si accostano "prive di coscienza, o al massimo dotate di una semi-coscienza crepuscolare"[1], tranne Elpenore, poiché il suo corpo non è ancora stato bruciato, e il vate Tiresia che per grazia di Persefone ha conservato anche il dono profetico. Gli altri vogliono avvicinarsi al sangue degli animali sgozzati e devono berlo per esprimersi umanamente e veracemente.
Teste svigorite sono anche quelli che oggi ammazzano. Anche loro devono bere il sangue o almeno vederlo sgorgare per sentirsi vivi. ndr
Tre anni dopo Odette era inebetita. Dopo che si era presa gioco di Swann e di tutti, adesso l’universo
intero si prendeva gioco di lei.
Ma torniamo alla matinèe della principessa di Guermantes
Bloch lo snob ebreo, l’ex compagno di scuola gli chiede di presentarlo al padrone di casa.
La principessa di Guermantes era morta e il principe rovinato dalla sconfitta tedesca aveva sposato l’ex signora Verdurin che dopo questo terzo matrimonio godeva di una grande considerazione faubourg-Saint Germain 291
Le molle del meccanismo espulsore non funzionavano più e mille corpi estranei entravano nel faubourg togliendogli omogeneità, compattezza, colore. 293. Il quartiere prima esclusivo ora si limitava a rispondere con timidi sorrisi a domestici insolenti, come una vecchia matrona svanita. Bloch entrava nei salotti dove una volta non avrebbe potuto mettere piede saltellando come una iena. Ma aveva anche vent’anni di più, era più vicino alla morte. A che gli serviva la nuova fortuna mondana? 303 Altri dieci anni e vi sarebbe entrato arrancando sulle stampelle.
Quando succede bisogna sostituire le membra svigorite con l’accresciuto vigore dello spirito ndr
I Guermantes costituivano una misteriosa stirpe dagli occhi acuti, dal becco di uccello, una stirpe rosea, dorata, inavvicinabile. Ma differivano dalle altre persone del gran mondo soprattutto perché affondavano le loro radici più addentro in un passato della mia vita nel quale sognavo di più e credevo di più nelle persone 314
Questo succede anche con i paesaggi come per me Moena il cielo dell’infanzia solitaria e meditativa per esempio. ndr
Una grande cocotte dell’alta società diede l’impressione di mettersi a correre. Correva infatti verso la tomba. 318
E’ la corsa macabra che inizia già nell’infanzia. T. Mann la chiama “danza macabra”. Non c’è bisogno di andare nelle discoteche per farla ndr
Una signora grossa gli disse: “mi scambiate per la mamma vero? Comincio infatti a somigliarle molto 318. Era Gilbert figlia di Odette e di Swann
E’ una delle ultime serate mondane di Proust. Voleva dedicarsi alla Ricerca: “giacché il dovere di compiere la mia opera prevaleva su quello di essere onesto e buono 324. Del resto scrivendo mi occupavo delle persone che descrivevo più a fondo di quanto avrei fatto stando in loro compagnia , “per cercare di rivelarli a loro stessi, per realizzarli”.
Il vecchio duca era un rudere, o meglio ancora che un rudere, era quella bella cosa romantica che è una roccia nella tempesta. Flagellato da ogni parte da onde di sofferenza, di rabbia per la propria sofferenza, di saliente avanzata della morte, il suo volto, sgretolato come uno scoglio, conservava però uno stile e una linea ammirevole.
Le arterie, perduta ogni elasticità, avevano dato al suo viso , un tempo così disteso, una durezza scultorea. 358
La vecchiaia, è lo stato più miserando per gli uomini perché li precipita giù dai loro fastigi come i re delle tragedie greche. La via della vita durante la vecchiaia diventa via crucis 359
Odette ingannava il signor di Guermantes e si prendeva cura di lui senza nobiltà né grandezza. Era mediocre in questa parte come in ogni altra. Non che la vita non le avesse affidato belle parti, ma essa non le sapeva sostenere 361
Alla signorina di Saint Loup facevano capo le due grandi strade dove avevo fatto tante passeggiate e tanti sogni: attraverso suo padre Robert, la strada dei Guermantes; attraverso Gilberte, sua madre, la strada di Swann. 371
La figlia di Saint Loup era un’incantevole sedicenne composta di quegli anni che io avevo perduti: assomigliava alla mia giovinezza.
Era ora di attuare la vita in un libro. Nel mio libro ciascuno avrebbe letto se stesso perché esso porgeva una lente di ingrandimento sul proprio io. 375
Avrei dormito di giorno e lavorato di notte: forse cento, forse mille.
Il declino della mia volontà, della mia salute risaliva a quella sera in cui mia madre aveva abdicato 387
Aveva ceduto ala sua piagnucolosa preghiera di bambino debole.
Bologna 2 febbraio 2026 ore 18, 28
p. s.
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