Epigrafe oraziana.
Vixi puellis nuper idoneus/et militavi non sine gloria (Orazio, ode III, 26, vv. 1 e 2) sono vissuto fino a poco fa idoneo alle ragazze, e ho fatto il servizio militare non senza gloria
Durante questa tappa scavalcammo altre montagne e ci riportammo sul mare, in Argolide, a Nauplion, il paese più gremito di turisti tra quanti ne abbiamo frequentati nel Peloponneso. Né io né Alessandro amiamo gli affollamenti. Questo ci costò subito la difficoltà di trovare un alloggio decente. Sentivo di essere diventato un povero vecchio, anzi un vecchio povero, un vagabondo senza un’antigone al suo fianco, nemmeno un’ Ismene, un rudere di uomo diventato simile a un uccello decrepito che sta perdendo le piume mentre gli si scolora la coda, e proprio per tale condizione deplorevole avrei voluto vedere tanta luce nella stanze dove avrei passato le ultime ore di quel dì e la prima del successivo. Ho sempre bisogno di pregare il sole al tramonto e quando mi sveglio. Ogni sera e tutte le mattine chiedo aiuto ai raggi salvatori del sole (kalw` aujga;" hJlivou swthrivou").
Mi venne assegnata una stanzaccia buia e stretta, affacciata su un cortile angusto e desolato più del tollerabile ai miei poveri occhi che si riempirono di lacrime a tale vista immonda.
Chiusi finestre e persiane. Quindi andai a camminare sul lungomare tutt’altro che brutto in sé, però vedevo malviventi e malfattori ovunque dopo la truffa subita dal losco portiere. Tornai all’albergo chiedendo di cambiarmi la stanza foriera di tanto sconforto che temevo di non superare durante la notte probabilmente agitata. Quel loculo infatti faceva pensare alla tortura foriera di morte. Mi dissero che era sabato e mi avevano affittato l’ultima stanza rimasta. Decisi di non aprire più quella finestra per non riempirmi di dolore. Tornai a camminare illuminato dal sole occidente e pregai il primo fra tutti gli dei " pavntwn qew'n provmo"", la fiamma che nutre la vita "th;n pavnta bovskousan flovga. Dio mi esaudì. Mi confortò con i suoi languidi sorrisi serali e con quelli di alcune ragazze carine. Niente tira su un vecchio appassito e depresso quanto il sorriso radioso di una fanciulla fiorente. Sicché gridai: “riaccenditi vecchia, consumata candela!”.
A me, non al sole.
Dopo il tramonto andai con l’amico a cenare in una piazza dove ruzzavano bambine e bambini indigeni. Uno spettacolo che mette allegria a un uomo dall’età decadente. Visione più rara in Italia.
Bologna 30 ottobre 2026 ore 16, 19 giovanni ghiselli.
p. s.
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Sarete almeno diecimila oggi, 200 mila nel mese di ottobre e tre milioni e mezzo in tutto, mille più o mille meno che siano.
Ben fatto vecchia creatura! Quando eri nell’età creduta più bella e Vixisti puellis idoneus militans non sine gloria non eri contento di te stesso quanto oggi a due passi dal compiere gli 82 anni.
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