Leggo su “la Repubblica” di oggi, a pagina 21, che il presidente Mattarella ha denunciato il femminicidio quale “Emergenza di primaria importanza”. Lo è con alcune altre emergenze come la povertà di milioni di Italiani umiliati per giunta dalle enormi ricchezze di pochi miliardari scimmiottati risibilmente da tanti del ceto medio e perfino medio basso, fino ai penultimi che consumano più che possono e odiano gli ultimi.
Per contrastare queste emergenze è necessaria l’educazione come cerco di insegnare da tempo parlando e scrivendo.
Lo ha detto anche Mattarella: “Sì, dice, nelle scuole e nelle università come tema di lavoro professionale”.
Certo ma chi educherà gli educatori? Secondo me possono insegnare ad amare quanti hanno letto e studiato molto. Ma non basta. Ci vogliono persone che abbiano anche amato molto, che abbiano avuto tanta esperienza di studio, certo, e pure di rapporti umani e di amori vissuti facendo quanto è ottimo e massimo. L’umbraticus doctor spesso deformato nell’anima e nel corpo non può insegnare l’amore. L’educazione viene anche dalla vita vissuta.
Scrivo da diversi anni soprattutto per questo, per insegnare l’amore.
Racconto successi e insuccessi, fatti e misfatti presentando eventi e azioni come problemi da affrontare.
Credo che gran parte del grande numero dei miei lettori mi assegni il titolo di maestro di amore, amandi magister, che mi sta a cuore più di quello di laureato o professore. Confutatemi se sbaglio.
Pesaro 18 settembre 2026 ore 12, 33 giovanni ghiselli
All time3133083
Today4554
Yesterday10995
This month161715
Last month307804
Nessun commento:
Posta un commento