Il presidente della Repubblica ha fatto un discorso politico e retorico divisibile in due parti dalle proporzioni diseguali
La prima molto ampia che celebra “le magnifiche sorti e progressive” innegabili degli anni della riforma agraria, del piano case popolari, del miracolo economico dell’assistenza medica gratuita estesa a tutti.
Una pars costruens che sono pronto a sottoscrivere aggiungendo magari il presalario per gli studenti bravi e di famiglia non facoltosa. Electi ex optimis c’era scritto nella facciata del collegio Morgagni di Bologna.
E’ seguita, molto più ridotta, la parte con il resoconto delle sorti regressive nate dalle stragi. Mattarella ha ricordato quelle che uccisero Falcone con la moglie, poi Borsellino, comprese le due scorte.
Ci sono state altre stragi ancora più sanguinose come quelle di Milano, di Brescia, di Bologna ma queste non sono state attribuite alla mafia, e ricordarle poteva essere imbarazzante per via del coinvolgimento di pezzi dello Stato.
Imbarazzante sarebbe stato anche ricordare Aldo Moro al cui assassinio contribuirono probabilmente potentati esterni che non vennero ostacolati allora e non sono mai stati denunciati.
Il Presidente ha concluso con una perorazione rivolta ai giovani che ha incoraggiato con parole retoriche senza nemmeno menzionare le loro difficoltà, l’impossibilità per molti di studiare nelle scuole migliori e di trovare buoni posti di lavoro occupati dalle caste almeno per questa generazione e la prossima. Sicché i più bravi e meno protetti vanno all’estero.
Concludo dicendo che l’elogio del buon tempo oramai antico dello Stato sociale era realistico , mentre c’è stata la reticenza della doverosa denuncia del fatto che è in fase avanzata la dissoluzione di ogni tutela dei tanti cittadini giovani e meno giovani che hanno bisogno dell’aiuto delle Istituzioni
Bologna 31cdicembre 2025 ore 21, 16 giovanni ghiselli
p. s.
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