martedì 30 dicembre 2025

Sofocle Edipo a Colono 861-875. traduzione e un poco di commento


 

Corifeo dici una cosa terribile. Creonte  questa sarà stata fatta già ora.

 

Corifeo Se chi governa questo paese non te lo impedisce.

 

Edipo oh che modo di parlare impudente, e davvero tu di fatto mi metterai le mani addosso?/

 

Creonte Ti ordino di tacere. Edipo No, difatti queste dèe non possono

rendermi silenzioso riguardo a questa nuova imprecazione 865

Tu che,  maledetto, dopo avermi strappato l’occhio senza difesa.

oltre gli occhi di prima, te ne vai con prepotenza.

L’occhio che guidava Edipo era quello di Antigone ragazza indifesa.

Perciò il sole quello tra gli dèi che tutto vede

possa dare a te alla tua stirpe tale vita quale

 ha  già  assegnato per la vecchiaia anche me. 870

 

Creonte vedete queste cose, voi locali di questa terra?

 

Edipo vedono sia me sia te, e comprendono che

io che ho subito nei fatti mi difendo con le parole.

 

Creonte  non tratterrò di certo l’ira, ma porterò via di forza

costui, anche se sono solo e tardo per l’età. 875

 

Sofocle fa vedere che in questo scontro tra due vecchi gli abitanti di Colono, il sobborgo ateniese dell’autore stesso, aiutano il più indifeso, più debole e più vecchio. Creonte era zio oltre che cognato di Edipo. Questa tragedia mette in buona luce Atene che come sempre nei drammi aiuta i supplici. In cattiva luce invece viene messa Tebe l’arcinemica di Atene.

Bologna  30 dicembre 2025 ore 18, 37 giovanni ghiselli

p. s.

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