mercoledì 18 febbraio 2026

Seneca Epistola 44. E’ necessario distinguere i mali dai beni con un metro diverso da quello del volgo.


 

Philosophia stemma non inspicit: omnes, si ad originem primam revocantur, a dis sunt (1), la filosofia non si cura dell’albero genealogico, t, utti gli uomini se vengono riportati alla prima origine, discendono dagli dèi.

Bona mens omnibus patet, omnes ad hoc sumus nobiles: nec reicit quemquam philisophia nec eligit: omnibus lucet (44, 2) la saggezza è aperta a tutti, tutti siamo nobili rispetto a ciò: la folosofia non respinge né sceglie alcuno: splende per tutti.

Non facit nobilem atrium plenum fumosis imaginibus - annerite dal fumo-; nemo in nostram gloriam vixit, nec quod ante nos fuit nostrum est: animus facit nobilem (5), non rende nobile l’atrio pieno di ritratti anneriti dal fumo; nessuno è vissuto per la nostra gloria, e non è nostro ciò che ci fu prima di noi: è l’animo che nobilita.

 

Plutarco nella Vita di Coriolano mette in luce che in quel tempo il denaro non era un idolo. Marzio si presentò quale candidato al consolato (uJpateiva, u{patoς console) con il solo mantello (iJmavtion) a[neu citw'noς, senza la tunica, sia per mostrarsi più umile nell’aspetto, come è appropriato a chi fa delle richieste, sia per mostrare le cicatrici (wjteilaiv), come segni visibili del valore.

Tardi infatti e dopo molto tempo si introdusse la compra -wjnh;-  vendita -pra'siς- dei suffragi e si mescolò il denaro con i voti dell’assemblea (ojye; ga;r meta; polu;n crovnon wjnh; kai; pra'siς ejpeish'lqe kai; sunemivgh tai'ς ejkklhsiastikai'ς  yhvfoiς ajrguvrion, Vita di Coriolano,  14). Quindi la corruzione (hJ dwrodokiva) toccando anche i tribunali e gli accampamenti (kai; dikastw'n qigou'sa kai; stratopevdwn), portò la città alla monarchia, asservendo le armi al denaro ejxandrapodisamevnh ta; opla toi'ς crhvmasin. La monarchia successiva a Coriolano sarà la dittatura a vita di Cesare o addirittura il principato di Augusto.

Primo a minare la forza del popolo fu quello che per primo gli offrì banchetti e doni.

 

Alessandro disse che avrebbe combattuto davanti alle prime file: se ante prima signa dimicaturum (Curzio Rufo, Storia di Alessandro Magno,   4, 14, 6). Ho le cicatrici come garanzia delle mie parole e decorazioni del mio corpo: “spondēre pro se tot cicatrices, totĭdem corporis decŏra”,  e sono l’unico a non prendere parte del bottino.

Cfr il console Mario il quale nel Bellum Iugurthinum dice che non può ostentare i ritratti degli antenati ma trofèi di guerra “praeterea cicatrices advorso corpore” (84).

Le ferite spesso parlano: non sempre sono " dumb mouths "[1] , bocche mute, come quelle di Cesare assassinato. "Una ferita è anche una bocca. Una qualche parte di noi sta cercando di dire qualcosa. Se potessimo ascoltarla! Supponiamo che queste "intensità sconvolgenti siano una sorta di messaggio: sono "cicatrici", ferite, che segnano la nostra vita"[2].

 

Puoi essere libero nell’animo anche da schiavo . Quomodo? Inquis: si mala bonaque non populo auctore distinxeris (6), Come, domandi, se avrai distinto i mali dai beni  non con il criterio del volgo.

Avvertenza: il blog contiene 2 note e il greco non traslitterato.

 

Bologna 18 febbraio 2026 ore 18, 50 giovanni ghiselli

p. s.

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[1] Shakespeare, Giulio Cesare , III, 2.

[2] J. Hillman, Il piacere di pensare , p. 66.


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