Teseo
Avanti, precedimi: e sappi che mentre tieni sei tenuto 1025
e la sorte ti ha afferrato quando andavi a caccia.
Si tratta di possedere senza essere posseduti habere non haberi.
Cfr. Il piacere di D’Annunzio: “la regola dell’uomo d’intelletto, eccola: Habere, non haberi” (libro primo, capitolo 2)
Gli acquisti ottenuti con l’inganno e senza giustizia non si salvano.
Solone nella cosiddetta Elegia alle Muse scrive:
Ricchezze desidero averne, ma possederle ingiustamente non voglio:
in ogni caso più tardi è solita arrivare Giustizia (pavntw~ u{steron h\lqe divkh) (vv- 7-8)
E non avrai altro aiuto in questa violenza: poiché so bene che tu
non sei venuto inerme né impreparato a tanta
prepotenza di ardire che è ora presente, 1030
ma c’è qualcuno fidando nel quale tu compivi queste prepotenze.
Fatti che io devo considerare e non rendere
questa città più debole di un uomo solo.
Sembra una contraddizione tra la solitudine di Creonte e l’affermazione della preparazione armata del nemico tebano e della sua fiducia
in un aiuto, magari proveniente da uno dei figli maschi di Edipo o da qualche traditore ateniese. Probabilmente Teseo vuole dire che ogni speranza di Creonte in qualche aiuto aggiunto è vana.
Comprendi qualcosa di questo oppure ti sembra che
si sia parlato a vuoto ora come quando macchinavi queste frodi? 1035
Bologna 24 febbraio 2026 ore 11, 57 giovanni ghiselli
p. s.
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