martedì 24 febbraio 2026

Sofocle, Edipo a Colono vv. 1025-1035 d. Traduzione e un poco di commento.


 

Teseo

Avanti, precedimi: e sappi che mentre tieni sei tenuto 1025

e la sorte ti ha afferrato quando andavi a caccia.

Si tratta di possedere senza essere posseduti habere non haberi.

Cfr. Il piacere di D’Annunzio: “la regola dell’uomo d’intelletto, eccola: Habere, non haberi” (libro primo, capitolo 2)

 

Gli acquisti ottenuti con l’inganno e senza giustizia non si salvano.

 

Solone nella cosiddetta Elegia alle Muse scrive:

Ricchezze desidero averne, ma possederle ingiustamente non voglio:

in ogni caso più tardi è solita arrivare Giustizia (pavntw~ u{steron h\lqe divkh) (vv- 7-8)

 

E non avrai altro aiuto in questa violenza: poiché so bene che tu

non sei venuto inerme né impreparato a tanta

prepotenza di ardire che è ora presente, 1030

ma c’è qualcuno fidando nel quale tu compivi queste prepotenze.

Fatti che io devo considerare e non rendere

questa città  più debole di un uomo solo.

Sembra una contraddizione tra la solitudine di Creonte e l’affermazione della preparazione armata del nemico tebano e della sua fiducia

in un aiuto, magari proveniente da uno dei figli maschi di Edipo o da qualche traditore ateniese.  Probabilmente Teseo vuole dire che ogni speranza di Creonte in qualche aiuto aggiunto è vana.

Comprendi qualcosa di questo oppure ti sembra che

si sia parlato a vuoto ora come quando macchinavi queste frodi? 1035

 Bologna 24 febbraio 2026 ore 11, 57 giovanni ghiselli

p. s.

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