La magistratura e la polizia di Milano hanno fatto un buon lavoro nell’incriminare il poliziotto fellone che ha rovesciato il suo compito di tutore ammazzando uno sciagurato. Per fortuna non c’è ancora il minacciato scudo penale per proteggere chi ammazza in divisa. Ora si fanno tanti elogi meritati a questi poliziotti e magistrati coraggiosi. Molto bene. Però non dobbiamo dimenticare che i vertici del governo hanno cercato di coonestare e giustificare l’assassinio di Rogoredo. E non sappiamo se tutti i magistrati e i poliziotti italiani avrebbero avuto lo stesso coraggio di questi.
Salvini diceva di essere “senza se e senza”, in ogni caso dunque, dalla parte delle forze dell’ordine. Ora si smentisce senza chiedere scusa e propone una pena doppia al poliziotto infedele. Nemmeno la Meloni si è scusata dopo avere accusato più volte i magistrati che esitano a condannare immediatamente chi oppone resistenza alle forze dell’ordine. Una magistratura seria fa delle indagini prima di incriminare. Questa volta le ha fatte coadiuvata da un buon lavoro della polizia. Coraggiosamente ripeto.
Bologna 24 febbraio 2026 giovanni ghiselli
p. s.
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