Nella prima pagina del quotidiano “la Repubblica” di oggi leggo questo sottotitolo:
“Non ce l’ha fatta il bambino trapiantato con un cuore bruciato al Monaldi di Napoli”.
Intanto non è stato trapiantato il bambino ma un cuore guasto nel petto di questo bambino: Domenico. Sicché non ce l’hanno fatta gli incompetenti che gli hanno messo dentro il torace tale flagello mortale. E’ come quando si dice o scrive che uno ammazzato da una revolverata o da un’automobile “è morto”, o che un genocidio di persone inermi è una guerra. Fate caso alle parole, voi che mi leggete. Fa del male chi parla e scrive male. Va per lo meno criticato e messo in condizione di non fare altro male, magari rimandandolo a scuola. Anche i sanitari che non ce l’hanno fatta dovrebbero tornare a scuola e per diversi anni.
Bologna 22 febbraio 2026 ore 13, 50
giovanni ghiselli
p. s.
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