lunedì 8 dicembre 2025

Tolstoj Resurrezione. La Maslova in prigione.


 

Vedeva una detenuta la Rossa che piangeva perché in tutta la sua vita non aveva avuto altro che insulti, beffe, offese e botte. Questa donna pensava al suo primo amore con l’operaio Fedka e ricordava come era finita.

 Fedka ubriaco le aveva schizzato “per scherzo” del vetriolo nel posto più sensibile poi si sganasciava con i compagni mentre guardava lei che si torceva dal dolore. Ricordando questo la povera donna piangeva come i bambini trangugiando le lacrime salate per pietà di sé stessa.

Dimitri continua a riflettere e pensa di essere non meno pericoloso dei carcerati, un dissoluto, un impostore. Si sentiva colpevole di ogni male subito da Katiuša. Pensa ai giudici e ne deduce che ogni tribunale è per lo meno inutile ed è anche immorale. Dimitri ora era contento di sé. Invece Katiuša aveva perso la fede in Dio e nel bene. Dimitri si era fatto beffe dei suoi sentimenti. Eppure era l’uomo migliore che avesse conosciuto. Tutti erano egoisti, vivevano per il loro piacere e le parole sul bene e su Dio erano ingannevoli. L’ipocrisia di tanti cristiani. C’era una messa nel carcere e nessuno sapeva che Gesù aveva vietato di giudicare gli uomini, di imprigionarli, tormentarli. Insomma aveva vietato ogni violenza.

 

Katiuša si avvicina a Dimitri che va a trovarla. “Il viso paffuto e bianco era grazioso e calmissimo; solo gli occhi strabici d’un nero lucido mandavano lampi (I, XLIII, p. 145)

Dimitri le dice: “So che vi è difficile perdonarmi, ma se non è più possibile  rimediare al passato, adesso farò tutto quanto sta in me”

“Come siete riuscito a trovarmi?” domandò lei guardandolo con occhi strabici.

Dimitri le domanda se lo avesse riconosciuto al processo due giorni prima

La Maslova gli risponde come una principessa: “No, non vi ho riconosciuto. Avevo altro da fare che riconoscervi. E del resto non ci ho badato”

“E il bambino?”

“Morì subito per grazia di Dio”- rispose la donna con voce  brusca e rabbiosa, distogliendo gli occhi da lui”.

Fin dal primo momento questa ragazza è superiore al principe nelle pagine di Tolstoj.

Dimitri dice a Katiuša che vuole riscattare il suo peccato

“Non c’è nulla da riscattare; quel che è stato è stato” e gli lanciò un’occhiaata improvvisa, abbozzando un sorriso disgustoso, provocante e nello stesso tempo lamentoso”.  Cercava di scacciare i ricordi. Aveva messo quest’uomo che aveva amato anni prima “nella categoria degli uomini che si servivano di creature come lei quando ne avevano bisogno e dei quali una creatura come lei doveva servirsi nel modo più vantaggioso”.

 

E’ il credo della borghesia la quale “non ha lasciato fra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, il freddo pagamento in contanti”.  (Marx-Engels, Manifesto del Partito Comunista, I Borghesi e Proletari) c

Dimitri pensò che quella donna oramai era morta e intanto guardava quel viso un tempo così soave divenuto gonfio e profanato con quegli occhi neri e strabici risplendenti di una luce cattiva. Ebbe un attimo di titubanza. E’ tentato di darle di nuovo del denaro. Ma ebbe paura che la bilancia oscillante dove si trovava oscillasse di nuovo verso il male.

Quindi  chiese di essere perdonato. Ma la ragazza lo guardava con ostilità.

Questo lo attirava per la difficoltà dell’impresa di ridestarla spiritualmente

“Per sé stesso Dimitri  non desiderava niente; voleva soltanto che ella cessasse di essere quel che era adesso, si destasse e ridiventasse quel che era stata”.

I due si salutano. Lui dice che tornerà e lei risponde “Venite pure” sorridendogli come agli uomini ai quali voleva piacere.

“Voi mi siete più vicina di una sorella” disse lui.

E lei. “Strano!” disse tentennando il capo e tornò al di là della grata.(p. 148) In questo momento probabilmente ha pensato di poterlo usare come lui ha fatto con lei. Come facciamo noi tutti, o quasi tutti, troppo spesso.

Bologna 8 dicembre 2025 ore 19, 56 giovanni ghiselli

 

p. s.

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