La brutale graduatoria che viene fatta alla fine di ogni guerra ha sempre assegnato il posto più alto e decisivo al vincitore che ha potuto dettare le condizioni della pace. In tutti i conflitti sono stati i più forti a prevalere e a presentare come pace giusta e duratura quella più vantaggiosa e utile per loro. Questo è da millenni il verdetto dettato dall’arbitrio di chi vince. Credo che sia inutile e dannoso soprattutto per il vinto che si seguiti a parlare con il proposito di prolungare una guerra dall’esito già deciso. Il risultato sarebbe l’innalzamento del numero dei morti e delle montagne di macerie. Questo lo sappiamo già in molti, ma ci sono quelli che traggono profitto dalle guerre e fanno suonare ancora le trombe della propaganda bellica che manda i giovani a morire. Quei cadaveri impingueranno non solo le terre dove verranno sepolti i caduti ma anche le casse dei tanti profittatori devoti cultori di Ares che Eschilo chiama “il cambiavalute dei corpi” e Sofocle depreca come “il dio disonorato tra gli dèi”.
Bologna 10 dicembre 2025 ore 23, 58 giovanni ghiselli
p. s.
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