sabato 7 marzo 2026

Il veto del ministro Giuli.


Non ho alcun potere però mi conferiscono un briciolo di rinomanza i quasi due milioni di lettori che in tutto il mondo leggono i miei post. In Italia e negli Stati Uniti sono diverse centinaia di migliaia.

Scrivo questo breve pezzo per biasimare il veto posto dal ministro della cultura Giuli alla presenza del padiglione russo nella Biennale di Venezia.

E’ un pregiudizio razzista escludere dei prodotti culturali per il fatto che vengono da uno Stato considerato “canaglia” con l’estensione di tale epiteto ingiurioso a un popolo intero. 

Si è arrivati persino a porre veti su scrittori, musicisti e cantanti russi. Inoltre gli atleti russi sono stati esclusi dalle gare. I peggiori regimi arrivarono a tanto.  Leggo su “la Repubblica” di oggi che “Dopo il no del ministro della Cultura Giuli arriva quello degli europarlamentari di sinistra e dei Paesi Baltici” (p. 32)

Il mio commento è che Alessandro Giuli non sta facendo il ministro della cultura  e che gli europarlamentari che hanno votato l’esclusione non sono di sinistra. La cultura stenebra le coscienze e crea bellezza, la sinistra non deve porre veti alla cultura ma favorirla. Ovviamente se il padiglione esporrà sciocchezze e nefandezze, lo si potrà criticare o perfino chiudere. Ma non prima di averlo visto

Bologna 7 marzo 2026 ore 17, 14

Giovanni ghiselli

p. s.

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