domenica 8 marzo 2026

Lezione del 20 febbraio su Seneca. Sarò a Pesaro nell’Hotel Museo Alexander di viale Trieste.


 

Introduzione   sulla filosofia stoica tratta da Max Pohlenz La Stoa, La Nuova Italia, 1967 -Die Stoa, 1959.

 

Antica Stoà

Zenone 333-263 di Cizio (Cipro)

Cleante 304-233 di Asso (oggi Turchia)

Crisippo 281-204  di Soli o di Tarso in Cilicia (oggi Turchia)

 

Media Stoà

Panezio 185-110  di Rodi

Posidonio 135-51 di Apamea (Siria)

 

Nuova Stoà

Seneca 1 a. C.-65 d. C. di origine spagnola, nacque a Roma. Fu maestro di Nerone dal 54 al 62.

Epitteto 50 d. C.- 135. di Ierapoli (oggi Turchia)

Filosofo greco (Ierapoli di Frigia 50 d. C. - Nicopoli, Epiro, 138 d. C.), schiavo di Epafrodito liberto di Nerone. Emancipato, fu a Roma scolaro dello stoico Musonio Rufo e quindi insegnò egli stesso filosofia stoica. Bandito da Roma da Domiziano, si stabilì a Nicopoli, dove fondò una scuola che fu molto frequentata. Non scrisse nulla, ma il discepolo Arriano di Nicomedia trascrisse e pubblicò le sue lezioni sotto il titolo di Diatribe Dissertazioni (Διατριβαί), e ne riassunse le massime più importanti nel Manuale (᾿Εγχειρίδιον) tradotto da Leopardi

 

Marco Aurelio Augusto  imperatore dal 161 al 180. A se stesso.

 

 

Nell’ epoca ellenistica lo Stato offriva ancora lo spazio in cui vivere, ma non più il contenuto della vita.  Il cittadino era diventato suddito: non c’era  parrhsiva.

C’è  il ritorno alla natura, il paradiso perduto dell’uomo civilizzato e impolitico, cioè solo.

Cfr. viceversa Socrate nel prologo del Fedro: è indifferente alla natura perché impara piuttosto dagli uiomini: la sua è sapienza umana.

Con l’ultimo dramma di Euripide (Baccanti) e di Sofocle (Edipo a Colono) cresce la presenza della natura. Siamo alla fine del V secolo e dell’età classica di Atene. Nel 404 cade anche la democrazia per un breve periodo. Finirà del tutto con la battaglia di Cheronea del 338.

 

Nella letteratura ellenistica c’è la campagna produttiva (Virgilio, Georgiche) e pure il locus amoenus dei pastori (Virgilio, Bucoliche; Teocrito, Idilli).

 C’è l’agricola bonus di Virgilio e ci sono i Mietitori di Teocrito.

 Nel X idillio, i Mietitori,  c’è Milone, l’ agricola bonus, e c’è Buceo che, come Orfeo nella IV Georgica, è preso da subita dementia.

 

Diogene cinico (410-323) rifiutava la civilizzazione che accresce i bisogni senza soddisfarli e cercò di attuare il ritorno alla natura quasi sino alla ferinità.

Cfr. l’episodio di Alessandro che va ad omaggiarlo nella Vita di Alessandro di Plutarco (14)

 

Quando i Greci, nel 336, si furono radunati sull'Istmo, e Alessandro fu proclamato capo supremo per fare la guerra ai Persiani, molti politici e intellettuali andarono a congratularsi con lui, ma non si vedeva Diogene alla cui visita il re di Macedonia avrebbe tenuto molto. Sicché fu Alessandro a recarsi da lui. Il filosofo se ne stava tranquillo a prendere il sole in un sobborgo di Corinto, e quando il Macedone, avvicinatosi con il suo seguito, gli chiese se potesse fare qualche cosa per lui, rispose:"scostati un poco dal sole" (mikro;ne\ipen -ajpo; tou' hJlivou metavsthqi, 14, 4)). Alessandro ammirò la magnanimità di quell'uomo, al punto che disse:"Se non fossi Alessandro, sarei Diogene (eij mh; jAlevxandro" h[mhn, Diogevnh" a]n h[mhn” (14, 5)

 

Tolomeo II Filadelfo (regnò sull’Egitto dal 282 al 246) diceva di invidiare i fellah, i contadini poveri ( cfr. Ateneo[1] 536e, Δειπνοσοφισταί I dotti a banchetto 200 d. C.).

Cfr. D’Annunzio I Pastori: “isciacquio, calpestio, dolci romori/ah perché non son io co’ miei pastori?”

Una forma di populismo dell’epoca.

 

La filosofia rimase ad Atene siccome non poteva prosperare nell’atmosfera cortigianesca delle monarchie. Non tutti i caposcuola però erano ateniesi. La ricerca diventava sempre più specialistica e politicamente neutra.

Zenone nacque a Cizio di Cipro nel 332. Patrono della città era Eracle Melkart, tra i magistrati c’erano i suffeti e la lingua del paese era il fenicio. Le epigrafi funerarie sono bilingui. Zenone era smilzo e di carnagione scura; il suo maestro Cratete cinico lo chiamava Foinikivdion, il piccolo fenicio.

La sua lingua materna era il fenicio. A 22 anni, nel 311, Zenone giunse ad Atene spinto dall’amore per la cultura greca. Cratete cinico era seguace di Diogene e fu maestro di Zenone. Mescolanza di culture: greca, semita, latina.

 

 

Le vicende tumultuose dei diadochi, i successori di Alessandro Magno,- (diavdoco", successore; diadevcomai, eredito.)- crearono un senso di instabilità e precarietà.

 Le divinità della polis, Atena e Poseidone, avevano fallito: rimaneva la Tuvch imprevedibile e capricciosa

 

Cfr. Demetrio Poliorcete, figlio di Antigono Monoftalmo, in Plutarco o Annibale a Scipione Africano in Polibio, poi L’Emiliano.

Ogni bene esterno era un trastullo del caso e solo la frovnhsi", la retta disposizione interiore era un bene sicuro.

L’antica filosofia ionica cercava l’origine- ajrchv- e l’essenza della natura ed era apolitica. Platone voleva invece che l’uomo operasse nella comunità cittadina. I personaggi delle commedie di Menandro (342-291) sono del tutto apolitici: per loro lo Stato non significa più nulla. Sono giovani innamorati o cercatori di piacere, vecchi intrattabili o pieni di umanità, cortigiane dal cuore buono, uomini comprensivi e così via. Manca la vita della polis.

 

Perseo discepolo di Zenone, scrisse Sulla monarchia la quale conteneva l’idea poi professata da Antigono del regnare come e[ndoxo" douleiva (Eliano[2], Var. hist. II 20), un onorevole servizio.

Il potere è razionale e morale solo se esercitato al servizio dei sudditi: nelle Epistole a Lucilio il maestro di Nerone già ripudiato dal discepolo imperiale ricorda che nell'età dell'oro governare era compiere un dovere non esercitare un potere assoluto:" Officium erat imperare, non regnum" (90, 5).

Luogo simile in I Promessi sposi :"Ma egli (Federigo Borromeo), persuaso in cuore di ciò che nessuno il quale professi cristianesimo può negar con la bocca, non ci esser giusta superiorità d'uomo sopra gli uomini, se non in loro servizio, temeva le dignità, e cercava di scansarle" (cap. XXII).

 

Zenone aveva insegnato che la virtù è l’unico bene ma anche la salute e la prosperità conformi a natura hanno un valore..

 

La provvidenza

Seneca Epist. 95, 49: gli dèi operano solo il bene.

La causa del  fare del bene è la loro natura: “Quae causa est dis bene faciendi? Natura. Errat si quis illos putat nocere nolle: non possunt” .

 

 Panezio scrisse il Peri; pronoiva" , Seneca De providentia.

 

Seneca: Epistola  96  Amor fati

Male valeo: pars fati est (1), sono m alato: è opera del destino.

Ciò che suole accadere, deve accadere solet fieri, debet fieri.

Decernuntur ista, non accidunt. Queste avvengono per un decreto, non a caso.

Non pareo deo sed adsentior; ex animo illum, non quia necesse est, sequor. Nullum tributum invitus conferam. Omnia autem ad quae gemimus, quae expavescimus, tributa vitae sunt (2) non obbedisco alla divinità ma ne consento; la seguo spontaneamente non perché è necessario. Non pagherò malvolentieri nessun tributo. Tutto quello per cui gemiamo, di cui abbiamo terrore è un tributo alla vita.

Epistola 107, 11: Ducunt volentem fata, nolentem trahunt

Bologna 8 marzo 2026 ore 10, 20 giovanni ghiselli

p. s.

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[1] Di Naucrati, in Egitto. Vissuto tra II e III secolo.

[2] Claudio Eliano ( Preneste, 165/170 circa – 235) è stato un filosofo e scrittore romano in lingua greca. Esponente della seconda sofistica

Ha scritto la Ποικίλη iJστορία (Varia historia): in quattordici libri, di cui sono giunti interi i primi due, e, in forma di compendio, parti dei rimanenti, come è evidente dalle difformità di stile e lunghezza dei capitoli. Essa è costituita da una serie di aneddoti, aforismi e notizie su personaggi famosi della storia e della cultura antica. Le notizie che Eliano riporta sono tutt'altro che attendibili, e quasi mai ne è citata la fonte. Ciò nonostante l'opera è importante per ricostruire il formarsi dei nuclei narrativi e leggendari che si sarebbero tramandati nel medioevo riguardo ad Alessandro Magno, Pericle, Alcibiade, Semiramide e altri. Tra le decine di favole che i mirabilia raccolti da Eliano trasmisero alla diffusione orale dei secoli successivi, abbiamo una delle prime versioni del "tema di Cenerentola", ambientata in contesto egiziano (si veda a proposito la storia di Rodopi).

 


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