L’assedio di Corinto. Tragedia lirica in tre atti di Luigi Balocchi et Alexandre Soumet. Musica di Gioacchino Rossini.
Ieri sera ho visto Le siège de Corinthe. Uno spettacolo bello con una Pamyra- Vasilisa Berzhanskaya meravigliosamente brava.
La musica di Rossini a tratti è meravigliosa. Il terzo atto ha momenti di noia.
La scenografia vuole rappresentare quest’opera come un messaggio contro la guerra mentre di fatto mette il patriottismo dei Greci con la guerra al turco invasore al di sopra dell’amore.
Maometto II è innamorato dell’ateniese Pamyra il cui padre è il capo della resistenza corinzia. Inoltre il grande capo dei Turchi ama l’arte greca e dà ordine di rispettarne i capolavori.
Tempo prima si trovava in Atene con un altro nome quando ebbe una relazione con Pamyra. I due si amano ancora. Maometto vuole sposarla ma il padre, gran duce dei Corinzi, l’ha promessa a un guerriero che difende la città dai Turchi e maledice la figlia. Del resto Maometto che sta vincendo la guerra promette di non fare strage dei Greci se potrà sposare la figlia del capo. Ma l’opera vuole mostrare l’eroismo degli Elleni sull’onda del filoellenismo dell’epoca.
Venne rappresentata nel 1826, due anni dopo la morte di Byron a Missolungi e l’amore per i Greci era di moda.
Sicché questi vengono presentati come assolutamente eroici e liberi con la menzione di Leonida, delle Termopili e di Maratona. Per giunta gli Elleni sono liberi e i Turchi schiavi del despota Maometto II. Questi Greci rifiutano con pervicacia l’offerta di pace e di salvezza di Maometto II il quale dopo che la sua proposta è stata respinta, mettere Corinto a ferro e fuoco. Pamyra si uccide.
Il testo originale è in francese ma i sottotitoli erano anche in italiano e in inglese.
La consolazione dei bellicosi martiri è questa. “Noi vedremo sul campo di gloria/il sepolcro cangiarsi in altar”.
Queste parole si trovano in Simonide (VI secolo a. C.)
"dei morti alle Termopili
gloriosa è la sorte, bello il destino,
un altare è il sepolcro (bwmo;~ d j o tavfo~), e invece dei lamenti c'è il ricordo, e il compianto un encomio (oi\kto~ e[paino~)/
Un sudario del genere né ruggine
né il tempo che tutto doma (oJ pandamavtwr crovno~[1]) oscurerà.
Questo recinto sacro di uomini prodi si prese
come custode la gloria dell'Ellade: lo testimonia anche Leonida/
re di Sparta che ha lasciato un grande ornamento
di valore, e fama perenne ((fr.5 D.)
Quindi Tucidide nell'epitafio che attribuisce a Pericle per i caduti nel primo anno di guerra (II, 43) echeggia questo encomio:"ottennero un elogio che non invecchia e la tomba più insigne, non quella dove giacciono, ma quella in cui la loro fama rimane memorabile in ogni occasione che si presenta di parlare e di agire. Infatti degli uomini illustri la terra intera è sepolcro (ajndrw'n ga;r ejpifanw'n pa'sa gh' tavfo~).
In tempi moderni, oltre Leopardi che traduce letteralmente bwmo;~ d j o tavfo~ con "la vostra tomba è un'ara" (All'Italia , v.125), l'episodio torna diverse volte nella poesia.
Prima di Leopardi, Foscolo nel carme Dei Sepolcri (98) ricorda che le tombe erano "are a' figli".
Eroismo dei Greci dunque e brutalità, barbarie dei loro nemici. Si trova anche nella tragedia Persiani di Eschilo. Nell’Opera pur bella di Rossini c’è la maledizione dell’amore e la benedizione della guerra. Avverto chi non ha colto questo messaggio pericoloso incantato dalla bellezza della musica e dalla bravura eccezionale di Vasilisa. Davvero una regina del canto oltre che carina.
Pesaro 18 agosto 2026 ore 10, 36
p. s.
Statistica del blog
All time2828431
Today4991
Yesterday9823
This month164867
Last month265976
[1] Nella prima scena di Love’s Labour’ s lost (del 1595) Ferdinando re di Navarra definisce il tempo “cormorant devouring Time” (I, 1), il cormorano che ci divora.
In Pericle, principe di Tiro (1608) “Time ‘s the king of men;/He’s both their parent and he is their grave,/And gives them what he will, not what they crave” (II, 3), il Tempo è il re degli uomini, è insieme il loro padre e la loro tomba, e dà loro ciò che vuole, non quello che essi desiderano.
Nessun commento:
Posta un commento