Le parole hanno ancora il loro valore e denunciano il disvalore di chi ne fa un uso cattivo o perché non ne conosce il significato oppure perché lo altera per celare i propri misfatti o cercare di autenticare le proprie menzogne.
Una parola usata male e spesso da alcuni politici è inaccettabile.
Detta a proposito significa che una frase offensiva o un’azione deleteria, per fare solo due esempi, non può essere accettata. Se dico “questo è inaccettabile” e non sono uno che mente, o un buffone che scherza, non accetto la tal cosa. Se non accetto, allora chi ha detto l’inaccettabile deve chiedermi scusa smentendo quello che ha proferito, magari pubblicamente e solennemente, altrimenti non lo frequento più, non voglio più vederlo. Una volta si sfidava a duello, oggi non usa più tale reazione, per fortuna. In ogni caso chi dice “questo è inaccettabile”, poi invece lo accetta come se niente fosse, perde ogni credito. Se fossi il consigliere di un politico lo metterei in guardia dal parlare a vanvera. Prima o poi gli elettori se ne accorgano e provano disgusto. Manca poco a questo esito, un exitus in molti sensi.
Bologna 25 gennaio 2025 ore 20, 47 giovanni ghiselli
p. s.
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