sabato 18 luglio 2026

Contro la licenza di uccidere e la facoltà di rubare.


 

Il caso del gioielliere condannato a 14 anni di prigione per avere ammazzato due ladri in fuga che  avevano tentato una rapina ai suoi danni  aggiunge al caso di Garlasco un’altra occasione per screditare la magistratura, o almeno una parte di essa, e per cercare una rivincita rispetto alla sconfitta subita dal governo nel referendum dove ha votato il popolo.

Nei dibattiti in questi due casi giudiziari invece si sentono affermare pregiudizi e bugie. Pur di mettere la croce su Sempio, lo si accusa di ossessione sessuale, di mente turbata, imputazioni che potrebbero essere applicate  a gran parte di noi, anche arbitrariamente. Si arriva pure a dire che i suoi piedi sono cresciuti di alcuni centimetri negli anni, e chi lo afferma testimonia che è capitato anche a lui o a lei. Nessuno che dica: a me non è accaduto. Lo scrivo qui e ora: a me non è toccato l’ingrossamento del piede negli anni né ad alcuno di mia conoscenza. Dunque non credo succeda a tutti né a molti.

 

Nel caso del commerciante in prigione si dice che era esasperato. Molti uomini e donne nel corso della vita hanno attraversato momenti o anni di esasperazione ma per fortuna non tutti tra questi hanno reagito con una sparatoria omicida. Altri dicono che si è pentito. Questo non toglie niente alla gravità degli omicidi.

 

In conclusione dico che dobbiamo guardarci bene dall’approvare la licenza di uccidere, cioè la condanna a morte. Si deve piuttosto prevenire il male impedendo ai malavitosi di compiere misfatti criminosi. Prevenire con le forze dell’ordine educate e preparate a reprimere i malviventi senza ammazzare nessuno.

Inoltre non dobbiamo mai scordare che la vita umana vale più della roba.

 

Pesaro 18 luglio 2026 ore 9, 12 giovanni ghiselli

p. s.

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