mercoledì 29 luglio 2026

Elettra di Sofocle. Prima parte


 

Elettra rappresentata dopo il  420, prima del Filottete (409)

Si vede subito che questo Oreste non avrà l’esitazione di quello di Eschilo. Del resto la figura di Oreste qui perde importanza rispetto a quella di Elettra che è carica di odio nei confronti della propria madre.

Tra i due fratelli è la ragazza che segue i dettami del codice eroico (non cedere, non fingere mai). La scena è davanti alla reggia di Agamennone a Micene. Parlano Oreste e il suo vecchio pedagògo.

 

I due parlano: Oreste ricorda al vecchio che è ora di agire siccome è arrivato il kairov~ che è il mevgisto~ ejpistavth~ ( 76),  il sovrintendente più grande di ogni azione umana (e[rgou pantov~). Pilade è personaggio muto.

Si sente un lamento che viene da Elettra e Oreste vorrebbe rimanere per vederla ma il maestro dice che devono andare a versare libagioni sulla tomba di Agamennone. I due si ritirano e la scena rimane vuota

 

 Quindi  compare  Elettra che esce dalla soglia della reggia e recita una monodia.

Si rivolge alla luce pura (w\ favo~ aJgnovn, 86 ). Ricorda che di notte e di giorno piange il padre cui sua madre e l’amante (koinolechv~, 97) Egisto spaccano la testa con la scure (scivzousi kavra pelevkei, 99) come quercia i boscaioli (o{pw~ dru`n uJlotovmoi).

 E non c’è altro compianto di donna (oi\kto~, 100) che il suo.

Elettra dice ouj lhvxw qrhvnwn (102-103)  non cesserò di piangere come l’usignolo (ajhdwvn) che ha perduto i figli.

 

Cfr. il non cedere di Achille e il mito di Procne.

Questa Elettra sofoclea vive nel Palazzo maltrattata dalla madre.

 

Nell’Elettra di Euripide invece la ragazza dimora in campagna sposata con un contadino di buon animo che la rispetta al punto di non consumare le nozze tanto grande è la diversità di rango. Questo matrimonio incongruo era stato imposto da Egisto affinché la figlia di Agamennone avesse una prole debole

 

Parodo

Il Coro di giovani donne micenee replica dice a Elettra ei\ perissav (155), sei eccessiva le due sorelle Crisotemi e Ifianassa non sono così estreme nel dolore e nell’odio.

  Cfr. Euripide, Baccanti 429 contro gli uomini straorinari. I protagonisti di Sofocle sono perissoiv per volontà di rimanere fedeli alla propria identità.

 

Elettra torna a lamentare la solitudine nella quale si consuma. Vive come una serva straniera con una veste sconcia (ajeikei` stola`//) (191).

 

L’Elettra di Euripide ha addirittura la testa rasata

 

La figlia orfana di Agamennone non ha nessuna tregua dai  tormenti dovuti alla sciagure insanabili.

Il Coro di giovani donne micenèe, la esorta a non aggiungere sciagure a sciagure (a[tan a[tai~, 235)

Ma Elettra non vuole smettere di lamentarsi:

vuole attuare la vendetta: “pw'" ejpi; toi'" fqimevnoi" ajmelei'n kalovn ; “come può essere bello trascurare i morti?-237.

Cfr. l’ajmevleia degli ottimi scrittori, Sofocle compreso, nel trattato Sul sublime.

 

I Episodio 251-471

Elettra esprime tutto l’odio per la madre, lovgoisi gennaiva gunhv, 287, donna nobile a parole, l’assassina che ha l’impudenza di festeggiare tutti i mesi  il giorno ricorrente del crimine perpetrato con l’amante.

Per giunta la madre abbaia (uJlaktei`, 299) furiosa contro la propria figliola, e intanto il suo amante oJ pavnt j a[nalki~ ( il codardo in tutto 301) l’aizza, il miserabile che combatte con le donne-oJ su;n gunaixi; ta;" mavca" poiouvmeno" (302).

 Cfr. Egisto donnaiolo e donna nel- gunhv-nell’Agamennone di Eschilo.

 

La madre le rimprovera perfino di avere salvato il fratello..

Io intanto mi consumo, dice Elettra. Stando in mezzo ai mali è necessario praticare il male, -ajll j ejn toi" kakoi'"- pollh;  jest j ajnavgkh kajpithdeuvein kakav (309).

 

Entra in scena Crisotemi (328)

La sorella (kasignhvth)  bloccata dalla paura.

 

 Come Ismene la quale  nell’Antigone dice alla ribelle: "invece bisogna riflettere su questo: che siamo/ due donne, ossia non idonèe a combattere contro gli uomini ( ajll j ejnnoei'n crh; tou'to me;n gunai'c  j o[ti-e[fumen, wJ" pro;" a[ndra" ouj macouvmena,  Antigone, vv.61-62).

 

E Crisotemi a Elettra “se devo vivere libera, devo  obbedire in tutto ai potenti eij d’ ejleuqevran me dei'-zh'n tw'n kratouvntwn ejsti; pavnta ajkousteva ( Elettra, 339-340).

 

Elettra e Antigone di Sofocle non vogliono piacere a tutti come i nostri lenoni televisivi.

 

L’Elettra di Sofocle risponde alla sorella Crisotemi che il suo oblio del padre è deinovn (341) terribile. Anzi, la accusa di essere complice della madre. La sua è deiliva (viltà 351).

 

Io-dice la protagonista simile ad Antigone- continuo a lamentarmi rendendo onore al morto, se pure laggiù c’è qualche cavri~ (356). Tu partecipi a mense sontuose, per me l’unico nutrimento (movnon bovskhma, 363. 364)  deve essere non dispiacere a me stessa (toujme; mh; lupei`n).

 

Cfr.  l’Antigone di Sofocle  che non vuole piacere a tutti, Quando Ismene,  la sorella impaurita, le fa notare : "tu hai il cuore caldo per dei cadaveri gelati" (v. 88), Antigone risponde : " ajll j oi\d  j ajrevskous j oi|" mavlisq j aJdei'n me crhv" (Antigone, v. 89), ma so di essere gradita a quelli cui soprattutto bisogna che io piaccia".

 

 Cfr. viceversa personaggi come gli strapagati, deinoiv, lenoni televisivi che vogliono piacere a chichessia ripetendo i luoghi comuni di moda: tutto il potere alle donne per esempio, come se fossero tutte eccellenti; oppure: la terra ha la febbre, sta morendo di caldo, mentre in realtà i migranti muoiono di ipotermia, e non si dice mai di freddo, per carità, poiché il freddo è una buona cosa dal momento che ammazza i disgraziati.

 Contano che “ipotermia” non venga capita dai più.

La morte per freddo dei deboli era auspicata da Mussolini: “ Nevica. Il duce guarda fuori dalla finestra ed è contento che nevichi: “Questa neve e questo freddo vanno benissimo” dice “così muoiono le mezze cartucce e si migliora questa mediocre razza italiana” (Galeazzo Ciano, Diario 1937-1943, 24 dicembre, 1940”. 

 

 

Elettra non vuole avere i privilegi di Crisotemi che è figlia di sua madre e tradisce il padre.

La Corifea però la prega di non lasciarsi andare all’ira (mhde;n pro;~ ojrghvn, 369). Le due sorelle dovrebbero aiutarsi a vicenda.

Crisotemi avverte Elettra che i due amanti vogliono rinchiuderla in un luogo privo di luce.

 

Cfr. ancora Antigone che Creonte fa rinchiudere in una caverna.

 

Ora dunque ejn kalw`/ fronei`n (384) va bene ragionare.

Ma Elettra è irriducibile: le va bene il luogo di ogni luce muto, pur di stare lontano da quella mala genìa.

 

“Elettra è un’Antigone ancora più implacabile”[1].

 

Crisotemi insiste che è necessario toi`~ kratou`si eijkaqei`n (397) cedere ai potenti.

In questo dramma Crisotemi fa una parte che, grosso modo, corrisponde a questa di Ismene: Elettra, che ha il carattere forte di Antigone e vuole opporsi alla prepotenza della madre e del suo amante Egisto,  rimprovera Crisotemi  di acquiescenza o anche di complicità nei confronti degli usurpatori: non insegnarmi ad essere malvagia con i nostri cari- mh;  m j ejkdivdaske toi'" fivloi" ei\nai kakhvn (395) le dice; e la debole risponde: non ti insegno questo:"toi'" kratou'si d'  eijkaqei'n" (v. 396), ma a cedere a quelli che sono al potere.

Adula tu-replica Elettra-su; tau'ta qwvpeu j-  adula tu in questo modo, io non ho questo carattere (398)

Crisotemi ribatte che non è cosa bella cadere per sconsideratezza- kalo;n ge mevntoi mh;   jx ajbouliva" pesei'n  (398)

Crisotemi è stata mandata dalla madre a portare libagioni sulla tomba del padre. Racconta che Clitennestra si è spaventata in seguito a un sogno.

 

Il sogno di Clitennestra

Ha visto di notte Agamennone che tornava al mondo, si univa a lei, poi piantava lo scettro nel focolare. Dallo scettro germogliava un ramo, un virgulto (qallov~, v. 422) che ombreggiava tutta la terra di Micene.

 

Un sogno del genere lo fa il re dei Medi Astiage in Erodoto: gli sembrava che dalla vagina di sua figlia Mandane sposata con il persiano Cambise nascesse una vite che occupava tutta l’Asia (I, 108). In precedenza aveva sognato che la figlia urinando sommergeva tutta l’Asia (I, 107). Già spaventato da questo sogno e dall’interpretazione datane dai Magi, Astiage diede alla figlia un marito persiano di nome Cambise di mediocre condizione

Al tempo del secondo  sogno Mandane era incinta e  predissero ad Astiage che il nascituro avrebbe regnato al suo posto. Quindi il re consegnò il bambino ad Arpago perché lo uccidesse. Arpago mandò l’infante da un bovaro di nome Mitridate.

Sua moglie di nome Kunwv lo tenne e lo allevò al posto del proprio figlio partorito morto. Ciro poi sconfisse il nonno e gli tolse il potere. Cfr. Freud e l’eroe che soprsavvive alla malevolenza di chi vuole eliminarlo (Paride, Ciro, Mosé, Romolo)

 

Elettra chiede alla sorella di gettare via le offerte che la sfrontatissima donna (tlhmonestavth gunhv, 439) ha inviato. Agamennone è stato mutilato ejmascalivsqh (455): gli hanno reciso le estremità a gliele hanno appese alle ascelle (mascavlh) o al collo. E per purificarsi, l’assassina ha deterso le mani sporche di sangue sul capo della vittima. Piuttosto mettiamo sulla tomba una ciocca dei nostri capelli. Secondo Elettra è stato Agamennone, il padre loro, a inviare la sinistra visione a Clitennestra.

Crisotemi obbedisce e chiede alle donne del coro di non dirlo alla madre.

Pesaro 29 luglio 2026 giovanni ghiselli

p. s.

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[1] Perrotta, Sofocle, I tragici greci, p. 154


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