Occasioni perdute
Il palazzo durante il banchetto di Giulio Cesare e Cleopatra era aperto a tutte le insidie ad cunctas aula patebat-insidias (Lucano, Pharsalia, X, 422-423).
Ma i nemici egiziani non volevano un attacco notturno frettoloso trepidos in nocte tumultus (425) ne caedes confusa mano permissaque fatis –te, te Ptolemaee trahat- perché una strage indistinta e lasciata al caso non trascini anche te, Tolomeo.
Perdono l’occasione: visum famulis reparabile damnum-illam mactandi dimittere Caesaris horam (429-430) sembrò a quei servi una perdita riparabile lasciare passare l’ora opportuna per ammazzare Cesare
Cfr. Antonio e Cleopatra di Shakespeare (II 7, 81-83) dove Menas disprezza Sesto Pompeo che non vuole sfruttare l’occasione di ammazzare i tre compropietari del mondo three world-sharers ospiti nella sua nave e dice a se stesso: “I’ll never follow thy pall’d fortune more-who seeks and will not take, when once ‘tis offer’d-shall never find it more” , non seguirò più la tua svigorita fortuna: chi cerca e non prende una cosa quano gli viene offerta, non la troverà più.
La scuola dovrebbe insegnare pure a cogliere l'occasione, a individuare quello che è significativo in mezzo al turbinio di offerte insignificanti: il ragazzo impari a non fallire le opportunità favorevoli alla sua crescita. I nostri classici insistono su questo concetto.
L’intelligenza dell’occasione serve a capire la misura appropriata: “C’è una misura in tutto: e l’occasione è ottima a farla comprendere” (Pindaro, Olimpica XIII, vv. 47-48).
Isocrate[1] nel manifesto della sua scuola, Contro i sofisti [2] afferma che difficile non è tanto acquisire la conoscenza dei procedimenti retorici, quanto non sbagliarsi sul momento opportuno per usarli: "tw'n kairw'n mh; diamartei'n" (16).
Già Oreste nell'Elettra di Sofocle, dove si tratta di vita o di morte, conclude il suo primo discorso affermando che l'occasione è sovrana: "kairo;" gavr, o{sper ajndravsin - mevgisto" e[rgou pantov" ejst j ejpistavth"" (vv. 75-76), l'occasione infatti è appunto per gli uomini la più grande presidente di ogni agire.
Cicerone suggerisce di usare il vocabolo occasio per tradurre il greco eujkairiva che designa il tempus…actionis opportunum, il tempo opportuno di un'azione[3].
Infine Nietzsche: “Forse il genio non è affatto così raro: sono rare le cinquecento mani che gli sono necessarie per dominare il kairov~, “il momento opportuno”, l’occasione di afferrare il caso per i capelli!”[5].
Pesaro 31 luglio 2026 ore 17, 10 giovanni ghiselli
p. s.
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