sabato 25 luglio 2026

Un caso di coscienza.


 

Fakir, ipotesi compressione

“Aveva sangue nei plolmoni” (titolo nella prima pagina del quotidiano “la Repubblica” di oggi)

Nell’articolo sottostante si legge: “l’ipotesi già affiorata con la Tac è stata avvalorata dall’autopsia”.

Credo che un maltrattamento del genere richiederebbe delle indagini e delle parole di compassione anche se fosse stato perpetrata contro un cane.

Invece “Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi “assolve” i poliziotti intervenuti per fermare Fakir e attacca il sindaco di Bologna Matteo Lepore per aver convocato la manifestazione in solidarietà alla famiglia” (leggo a pagina due della cronaca nel medesimo giornale). E non basta. Più avanti in questo articolo  si legge non senza stupefazione che il ministro “commentando l’inchiesta in corso sugli agenti intervenuti al Pilastro ne riconosce la “correttezza”: dal video si evince che si sono approcciati con la delicatezza  che ci vuole”.

 Pensate che cosa avrebbero fatto se fossero stati un poco meno delicati.

Seguono le accuse al sindaco Lepore: “E’ stata convocata una piazza in maniera quanto meno  inconsapevole”

Rispondo che se in quel giorno non fossi stato a Pesaro sarei andato anche io nella piazza pacifica consapevolmente convocata. Gli infiltrati violenti fanno come sempre il gioco delle mene reazionarie che vanno denunciate come tali.

Il sindaco : “promette che Bologna non smetterà mai “di chiedere verità e giustizia”, dopo aver subito la tragedia di “una morte tragica, dolorosa e soprattutto evitabile”. Fakir ha subito lo schiacciamento della propria vita e le persone umane hanno ricevuto una ferita nella loro coscienza di essere donne e uomini dotate di logos e di pathos.

Ma ora viene propagandata la moda della violenza che non si cura della coscienza.

Riccardo III di Shakespeare già prossimo alla sconfitta dice che la coscienza è una parola usata dai codardi

: “Conscience is but a word that cowards use” (V, 3, 310).

Word ha la medesima radice indoeuropea del latino verbum di cui l’apostolo Giovanni scrive: “In principio erat Verbum, et Verbum erat apud Deum et Deus erat Verbum. Hoc erat in principio apud Deum. Omnia per ipsum facta sunt, et sine ipso factum est nihil (1, 1-3), in principio c'era la Parola e la Parola era con  Dio e la Parola era Dio. Questa era in principio con Dio. Tutto fu fatto tramite lei e senza lei nulla fu fatto.

Ho aggiunto questa lunga citazione per denunciare il fatto che la violenza oggi tollerata, e talora non poche volte impunita, si volge spesso anche contro la parola: tanto il Verbum quanto i verba. Spesso la parola viene falsificata o pronunciata in maniera incomprensibile. Socrate, personaggio del Fedone di Platone afferma che parlare male fa male all’anima. Secondo me fa male anche al corpo.

Io credo che una persona consapevole e cosciente non possa giustificare la violenza. Purtroppo i casi di tale transvalutazione della prepotenza anche omicida in legittima difesa o addirittura in giustizia sono frequenti, perciò affermo che quanti credono nella verità e nella giustizia non possono né devono tacere. Tanto meno mentire.

Pesaro 25 luglio 2026 ore 18, 16 giovanni ghiselli

p.s.

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