Bisogna porre dei limiti alla violenza sempre più diffusa e di moda
“Se spari a chi fugge
non è mai legittima difesa
perché manca l’aggressione”
E’ il titolo di un articolo a pagina 3 del quotidiano “la Repubblica” di oggi
Sono parole del giurista Antonio Manes che insegna nell’Università di Bologna. Le condivido anche se non ho mai preso per oro colato tutte le parole sentite dai professori universitari.
Non so di legge ma so che il marito becco Eufileto che voleva ammazzare l’amante della moglie lo lasciò entrare in casa sua dove lo uccise steso nel talamo colto in fallo sopra la moglie infedele. Lisia per discolpare il marito tradito fa notare che l’assassinio avvenne dentro la dimora della coppia di sposati con un bambino, una casetta a due piani.
Nell’orazione giudiziaria di Lisia Per l’uccisione di Eratostene: è una casetta a due piani che ha gli ambienti di sopra simmetrici a quelli di sotto “oijkivdiovn ejsti diplou`n, i[sa e[con ta; anw toi`" kavtw”.
Dunque la galera comminata al gioielliere che ha ucciso due rapinatori entrati nel suo negozio può essere discussa e criticata ma non cancellata con un colpo di spugna. Questa potrebbe creare un precedente e dare l’avvio a una serie di atti di ingiustizia sommaria, cioè di vera e propria vendetta.
Ovviamente non mi piacciono i ladri, dei violenti anche loro, la cui violenza va prevenuta. Ma ogni tipo di violenza è diffuso e mancano le forze dell’ordine che la ostacolino, perciò molti sono tentati di farsi giustizia da soli infliggendo colpi vendicativi o addirittura preventivi.
Faccio un esempio di violenza molto meno grave, però fastidiosa comunque. Qui a Pesaro su alcuni tratti della spiaggia giocano a pallone branchi di giovani che lanciano pallonate in ogni direzione disturbando chi passeggia o siede sotto gli ombrelloni. Se un pallone calciato dovesse colpire un bambino lo ucciderebbe. Non mancano i cartelli che segnalano il divieto di tale barbarie ma nessuno lo fa rispettare.
Un’altra violenza: d’estate vivo a Pesaro, in viale della Vitttoria, tra la spiaggia e la piazza centrale a 300 metri dall’una e dall’altra. Ebbene, su questa via nel tratto tra due semafori distanti 250 metri circa tra loro scorrazzano motociclette lanciate a tutto gas fragorosamente e impunemente a tutte le ore e non c’è vigile urbano o polizia che intervenga.
Ripeto che la violenza va limitata per il bene comune.
Pesaro 17 luglio 2026 ore 17, 12 giovanni ghiselli
p. s.
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