Bambini uccisi, amori calpestati e fiori recisi
Il fiore reciso simboleggia la vita umana soppressa ante diem.
Torniamo al monologo di Tyrrel che all’inizio di questa scena svolge la medesima funzione del messo nella tragedia greca.
Riferisce quanto gli hanno raccontato i due sicari, i sicari comandati della strage che ha destato perfino la loro pietà (the piteous massacre, IV, 3, 2) di incallititi assassini e cani sanguinari-flesh’d villains, bloody dogs (6).
Erano così inteneriti nel raccontare il loro stesso crimine che piangevano come due bambini-wept like two children-
Piangere dopo avere commesso un delitto non ne attenua l’efferatezza.
Un caso nella storia è il pianto di Alessando Magno dopo l’assassinio di Clito da lui perpetrato.
Nello scritto giovanile De Alexandri Magni fortuna aut virtute Peri; th'" jAlexavndrou tuvch" h] ajreth'" lovgoi, Plutarco sostiene che nel Macedone prevalse la virtù e la grandezza morale.
Nell’uccisione di Clito a Maracanda in Sogdiana, Uzbekistan (nel 328 a. C.) prevalse la sfortuna.
Arriano disapprova l'assassinio di Clito (Anabasi di Alessandro, 4, 9, 19). Una conseguenza della sua tendenza all'ira e all’ubriachezza ojrgh` te kai; paroiniva (4, 9, 1).
I crimini più gravi secondo giovenale sono quelli compiuti per avidità di denaro.
Giovenale sostiene che il delitto passionale è meno grave di quello compiuto per denaro: La pazzia con ira e rabies rendono meno esecrabili i crimini di Medea e Procne, assassine dei propri figli, rispetto ai delitti delle matrone romane perpetrati per denaro o per il potere:"et illae/grandia monstra suis audebant temporibus, sed/non propter nummos. minor admiratio summis/ debetur monstris, quotiens facit ira nocentem /hunc sexum et rabie iecur incedente feruntur/praecipites… ( Satira VI, vv. 644-649), anche quelle ai loro tempi osavano grandi mostruosità, ma non per denaro. Meno stupore si deve alle mostruosità somme, tutte le volte che è l'ira a rendere assassino questo sesso ed esse sono trascinate a precipizio dalla rabbia furiosa che brucia il fegato.
Torniamo a Shakespeare. I carnefici ricordano che i due bambini poco prima di essere trucidati si cingevano a vicenda con le loro innocenti braccia di alabastro, their lips were four red roses on a stalk cf. Gk. stevleco", stem-(11-12), le loro labbra erano quattro rose rosse sul gambo, un gambo che viene reciso.
Catullo che con il fiore tagliato simboleggia la propria sensibilità violentata da Lesbia:"nec meum respectet, ut ante, amorem/qui illius culpa cecidit velut prati/ultimi flos , praetereunte postquam/tactus aratro est ", e non si volti a guardare, come prima, il mio amore, che per colpa di lei è caduto come il fiore del ciglio del prato, dopo che è stato reciso dall'aratro che passa oltre ( è l’ultima strofa saffica (vv. 21-24) del carme 11).
Il poeta latino riprende Saffo dove i pastori calpestano il giacinto con i piedi e il fiore di porpora cade a terra (ta;n ujavkunqon ejn w[resi poivmeneς a[ndreς-povssi katasteivboisi, cavmai dev te povrfuron a[nqoς kavppese fr. 105 , 4-6, Lobel-Page)
Catullo è a sua volta ripreso da Virgilio per l’uccisione di Eurialo : purpureus veluti cum flos succisus aratro-languescit moriens (Aen, IX, 435-6), come il fiore purpureo quando reciso dall’aratro languisce morendo.
Le labbra dei bambini si baciavano prima che venissero assassinati
I due sicari hanno un momento di scrupolo, poi un attimo di rimorso per cui non finirono il racconto a Tyrrel e se ne andarono to bear this tidings to thr bloody king, a portare questa notizia al re sanguinario (IV, 3, 22)
Riccardo, corteggiatore prospero e giulivo.
Entra Riccardo, e Tyrrel lo rassicura: “be happy then, for it is done” (IV, 3, 26) siate felice allora, siccome è stato fatto.
Questa felicità fa venire in mente quella degli imprenditori sanguinari che manifestarono la loro gioia per il terremoto dell’Aquila.
Riccardo promette laute ricompense per l’opera “buona” effettuata.
Tyrrel esce e il re sanguinario, parlando da solo, si compiace di quanto ha già fatto e di quello che sta per fare: il figlio di Clarence è rinchiuso, la figlia fatta sposare a un oscuro consorte (come fece Astiage con la figlia Mandane, si è già detto), i principi figli del re Edoardo IV riposano nel grembo di Abramo, la moglie Anne hath bid this world good night- (IV. , 3, 39)- ha dato la buona notte a questo mondo.
Gli resta da sposare la giovane nipote Elisabetta, figlia di Edoardo IV e della sua vedova Elisabetta, per essere del tutto sicuro della corona.
“To her go I, a jolly thriving wooer” (43), da lei vado, giulivo, prospero corteggiatore.
Corteggiare significa anche recitare. Quando corteggiava Anne in gramaglie Riccardo seguiva questo precetto di Ovidio maestro di corteggiamento: “est tibi agendus amans imitandaque vulnera verbis ( Ars amatoria 1, 609)", devi fare la parte dell'innamorato e con le parole rappresentare le ferite
Ora the bloody king si appresta a recitare in un altro ruolo, vedremo come.
Il corteggiamento è una prova di intelligenza, una delle prove pincipali una gara non facile , anzi ajgw;n mevgisto" (Euripide, Medea, v. 235), gara massima perché il premio del successo è l’amore.
Nel caso del desiderio veramente sentito Ovidio consiglia di non dissimularne la forza che nutre la facondia: è il rem tene verba sequentur di Catone trasferito in campo erotico:"fac tantum cupias, sponte disertus eris " (Ars Amatoria , I, 608), pensa solo a desiderarla, e sarai facondo senza sforzo.
Mi sta a cuore l’argomento perché appartengo a una generazione di ex giovani che si sentivano in difetto se non corteggiavano ogni donna: dalla mamma a tutte le altre via via incontrate. Se la cosa veniva fatta con intelligenza, eleganza e delicatezza non dispiaceva a loro, alle donne, anzi. Ora corteggiare, come studiare come non ingozzarsi, non sprecare, come ogni altra azione naturale e umana viene per lo meno biasimata.
Ma torniamo a Shakespeare.
Entra Ratcliff, precipitosamente, portando notizie non buone: Morton, il vescovo di Ely- quello delle fragole di cui diremo- è fuggito da Richmond e Buckingham spalleggiato da duri Gallesi sta mettendo insieme un esercito di ribelli.
Riccardo è più preoccupato della defezione del vescovo.
Decide di reagire subito: “Delay leads impotent and snail-pac’d beggary-(53), differire porta alla miseria impotente e dal passo di lumaca.
La burocrazia elefantiaca è progettata proprio per far perdere tempo alle persone comuni, i semplici cittadini, come si dice.
Il tempo è il bene più prezioso che abbiamo, come afferma più volte Seneca, e le persone di potere, togliendolo a chi potere non ha, accresce le distanze tra chi comanda e chi subisce. Negli ultimi anni del mio impiego nella scuola aumentavano sempre più gli impegni inutili ai fini dell’insegnamento, le ore sottratte allo studio di chi avrebbe dovuto, alcuni anche voluto, passare i pomeriggi imparando per sé e per gli allievi. Tutto calcolato al fine di degradare la scuola. Una degradazione, l’ho già detto più volte, che fa cadere le funivie, crollare i ponti, deragliare i treni, sbagliare le diagnosi.
I potenti non vogliono perdere tempo però vogliono farlo perdere ai sudditi.
giovanni ghiselli
Pesaro 13 luglio 2026 ore 16, 20
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