martedì 13 gennaio 2026

Ifigenia CCXIV. La ricerca delle fonti per l'opera che mi aspettava. Autori di stragi chiamati “magni”. Non da Lucano, il più libero.

Dovevo e volevo  scrivere la storia delle mie storie d’amore dunque, tale che fosse anche una storia della scuola, del costume, della cultura e della politica italiana e magari pure europea dalla fine degli anni Sessanta ai primi anni Ottanta del Novecento.

 Per alcuni eventi disponevo di appunti, altri invece  dovevo ricostruirli avvalendomi  solo della memoria, lo scrigno del mio sapere e la cassaforte della mia intelligenza.

Era necessario che mi impegnassi a lungo, cominciando dal reperimento degli appunti, i commentarii sulla mia lotta contro il dolore, durante l’ eterna ricerca della felicità. Le prime note risalivano alla metà

degli anni Sessanta ed erano sparse tra diari e libri; perciò non mi

trovavo nel vuoto di cose interessanti da fare, non rischiavo di sparire nell’abisso  del caos dove si sarebbe persa la mia stessa identità; anzi, avevo

bisogno di tutte le ore libere per realizzare il grande progetto:

raccontando gli amori falliti a causa della pochezza morale mia e delle amanti o della scarsa congenialità e attrazione reciproca, avrei dato un insegnamento ai lettori, allargato la cerchia delle persone influenzate da me, e avrei indagato me stesso giungendo a conoscermi meglio.

Se il mio demone buono avesse reso ricche, strane e non prive di effetto le mie parole, forse avrei anche potuto riconquistare Ifigenia e rivitalizzare l’amore mortificato dall’uso. Con lei o con un’altra più congeniale a me.

Se fossi tornato ad amare dopo avere compreso, non mi sarei più lasciato

ingannare da lusinghe ingannevoli, né attirare da scopi fallaci.

 Avrei saputo digerire e assimilare la rinnovata felicità senza farne indigestione e poi rigettarla con disgusto.

Intanto, lasciandomi quando aveva bisogno di me, Ifigenia mi aveva confutato, speravo per sempre,  l'iniqua teoria, inculcatami  in testa da gente stupida, cattiva e disgraziata,   secondo la quale solo la donna vergine non è disonesta in partenza e indegna di essere sposata, mentre l’uomo può avere frequentato pure prostitute e cinedi rimanendo un grand'uomo, come Giulio Cesare16 per esempio, o Alessandro il cosiddetto Magno. Due personaggi che hanno sporcato di sangue la terra con innumerevoli  stragi. Grandi soprattutto nel male dunque, come ha già rilevato Lucano.

Nel novembre del 1978, quando era entrata per la prima volta in

camera mia e si era spogliata sorridendomi senza malizia,

irradiandomi della sua luce, Ifigenia mi aveva fatto sentire la

gioia di vivere, la felicità di essere riamati dalla vita cui avevo

sempre proteso gli acuti tirsi dei desideri e la delicatezza dei

sentimenti, ricevendone fino allora un contraccambio

solo mensile e peregrino. Quella ragazza venticinquenne, radiosa, era lo stesso sole incarnato che si era degnato di entrare nel mio appartamento, di

stendersi nel mio letto, e mi aveva offerto di fondermi con la sua

luce sovrumana.

Il 15 marzo del 1981 il dio era oscurato da nuvole grosse e buie,

ma io avevo la confortante coscienza che dietro le nubi acquose il

suo volto santo c'era pur sempre, e presto o tardi sarebbe riapparso

ancora più bello e radioso. Potevo indurre l’immagine visibile della Mente dell’ universo a farsi vedere di nuovo. Queste furono le riflessioni della mattina.

 

Avvertenza: il blog contiene 1 nota: Catullo su Giulio Cesare.

 

Nota

16

Catullo lo chiama"Cinaede Romule (...) impudicus et vorax et aleo (29, 5 e 10),

Romolo invertito (…) libidinoso vorace e biscazziere, e anche, sia pure, forse, con

ironia Caesar magnus (11,10),

Cesare grande. Un altro magnus, uno dei tanti.

A proposito di cinaede, devo avvertire il  lettore che oggi ricevono  critiche più severe gli eterosessuali degli omosessuali. Il sesso insomma torna a essere peccato, e il maximum scelus  amoroso è quello eterosessuale. Oggi sarebbe inconcepibile un’allegra brigata di eterosessuali fieri di essere tali. Io non sono mai stato particolarmente bello però da sempre mi piacciono molto le donne e non l’ho mai nascosto. Per questo sono piuttosto malfamato che famoso a Bologna. A Pesaro no, siccome lì ero un bambino poi un ragazzino e non ci beccavo. In seguito ogni mia impresa egregia è  stata posposta al “crimine” di avere corteggiato molte donne e di averne persuase diverse ad amoreggiare con me, pulzelle o maritate o separate che fossero.

 

Bologna 13 gennaio 2026 ore 16, 53  giovanni ghiselli

 

p. s. Statistiche del blog

 

All time1903335

Today371

Yesterday506

This month7451

Last month19699

 

 


Nessun commento:

Posta un commento